In via di ultimazione i lavori di restauro dell’ex scuola, che da sede del presidio distrettuale diventerà Casa della comunità

Nel centro storico di Pontremoli sono in via di ultimazione i lavori di trasformazione dello storico Palazzo delle ex scuole “Mazzini” in Casa della Comunità. Il 12 maggio il cantiere ha ricevuto (come anticipato nello scorso numero) la visita del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, accompagnato dalla Direttrice della ASL Nord Ovest Maria Letizia Casani col Presidente della Società della Salute Lunigiana Roberto Valettini ed il Direttore della stessa SdS Marco Formato, insieme ai Sindaci di Pontremoli Jacopo Ferri e di Bagnone Giovanni Guastalli.
La Regione punta molto sulla sanità territoriale ed ha ottenuto quasi 215 milioni di euro dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per realizzare 77 case di comunità e 24 ospedali di comunità entro marzo 2026. In questo caso i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo erano iniziati nel maggio 2024 con un finanziamento di 2.350.000 euro comprendente i fondi del PNRR e dovrebbero essere completati entro l’estate. L’opera si va ad aggiungere al presidio distrettuale esistente con il quale comunica per complessivi tre piani, mentre la parte superiore dell’edificio rimane di pertinenza residenziale ERP. Nella filosofia del PNRR è privilegiata la ristrutturazione e riqualificazione di edifici pubblici rispetto alle costruzioni ex novo, ma destinare ad uso sanitario un palazzo storico ha comportato un importante e difficile lavoro di riorganizzazione funzionale degli spazi per rispondere alle nuove necessità, oltre che alle normative sanitarie e di sicurezza.

Per l’accessibilità è previsto che il parcheggio interno sia riservato a operatori e a disabili, mentre gli utenti dovranno far riferimento al vicino parcheggio della stazione ferroviaria. La prova dei fatti dirà se questo sarà sufficiente e funzionale, considerando che alla struttura faranno riferimento i cittadini dell’Alta Lunigiana e non solo gli assistiti, circa 8.000, dei medici di base.
In questa sede si trasferiranno infatti i medici di famiglia aggregati, con il proprio personale di segreteria e sanitario ora operanti presso la Casa della Salute. Nei prossimi giorni è previsto anche un loro sopralluogo al cantiere. Saranno presenti anche pediatri di libera scelta, specialisti, le attività infermieristiche domiciliari e di comunità, le assistenti sociali, il centro CUP e un centro prelievi. Una sala riunioni di 50mq al secondo piano consentirà incontri con la comunità. Lavorare in modo integrato, in un team multidisciplinare, migliora anche la relazione col cittadino che è accompagnato ed orientato tra i servizi.
La Casa della Comunità, che è un’evoluzione funzionale della Casa della Salute finora operativa in Via Cabrini, prevede l’integrazione operativa fra le prestazioni sanitarie e quelle socio-assistenziali, il coinvolgimento dei cittadini in obiettivi di salute condivisi, il rafforzamento della presa in carico complessiva della persona. Per la medicina territoriale, la cui importanza strategica abbiamo riscoperto in corso di pandemia Covid19, inizia ora un nuovo percorso possibile che, partendo anche dalla preziosa esperienza della Casa della Salute, realizzi una nuova alleanza per la salute di comunità.
(Severino Filippi)



