A Villafranca divergenze tra l’Amministrazione comunale e l’Istituto Comprensivo su un murales che gli alunni avrebbero dovuto realizzare sulle pareti del plesso di Via delle Piscine

I valori militari generano conflitto. Quello che può apparire un gioco di parole abbastanza banale, buono per qualche slogan pacifista, è invece una efficace sintesi di quello che è accaduto a Villafranca tra il locale Istituto comprensivo, il “Baracchini” che raggruppa scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado di Bagnone e Villafranca, e l’Amministrazione comunale.
L’oggetto della divergenza, divenuta pubblica attraverso una circolare presto diventata di dominio pubblico, indirizzata dalla Dirigente scolastica Amedea Cinquanta ai genitori degli alunni del “Baracchini”, è un murales sul muro esterno del plesso villafranchese della scuola, in via delle Piscine. Il murales, prodotto finale di un progetto sulla creatività inserito nell’offerta formativa della scuola e finanziato attraverso la partecipazione ad un bando emesso da un istituto di credito presente sul territorio lunigianese, avrebbe dovuto avere come filo conduttore il tema dell’inclusione. Progetti analoghi, in cui alunne e alunni completano i saperi appresi sui banchi con la realizzazioni di prodotti tesi a valorizzare le competenze (in questo caso artistiche), sono comuni alla totalità delle scuole italiane.
Ma a Villafranca l’Amministrazione, proprietaria dell’edificio scolastico su cui il murales avrebbe dovuto essere realizzato, ha posto una condizione due volte sorprendente: per l’interferenza nelle scelte didattiche e per il contenuto della richiesta fatta dalla giunta guidata dal sindaco Filippo Bellesi: subordinare l’autorizzazione alla creazione artistica ad una modifica al tema dell’opera, non più l’inclusione ma il “valore militare”.
La reazione del Collegio dei docenti del “Baracchini” è stata chiara: «ritenendo fondamentale mantenere il tema dell’inclusione come valore educativo», si legge nella circolare del 28 aprile, l’organo titolare degli indirizzi didattici della scuola «ha deliberato di non modificare il filo conduttore originale del progetto». A costo di rinunciare alla realizzazione dell’opera.
Per gli alunni previste ora altre «opportunità per sviluppare il pensiero creativo»

Niente murales dunque, a chiusura di una pagina che lascia sconcertati sotto diversi punti di vista. È apparso da subito evidente, non solo agli addetti ai lavori, che la normale e auspicata collaborazione istituzionale tra scuola e enti pubblici del territorio sia sfociata in un’indebita invasione di campo del Comune nella progettazione dell’offerta formativa, propria dell’autonomia scolastica. Così come il fatto che il “valore militare”, per quanto possa essere considerato tema legittimo nella costruzione di competenze civiche, rappresenta un argomento completamente diverso da quello dell’inclusione, per giunta nell’ambito di un bando intitolato “Sognare si può”.
Tutto ciò senza tacere il fatto che la richiesta della Giunta villafranchese non può non essere collocata nel contesto di un crescente e inquietante clima bellicista che da tempo si respira in Italia e in Europa. Un clima che, oltre che essere criticabile in generale, dovrebbe rimanere estraneo agli ambienti educativi, che necessitano di un surplus di protezione e, piuttosto, di azioni tese a comprendere, più che il valore militare, i principi costituzionali che stanno alla base della convivenza civile.
Il corpo insegnante del Comprensivo di Villafranca e Bagnone ha comunque deciso di non abbandonare l’indirizzo educativo che intendeva perseguire. La Dirigente Amedea Cinquanta ha infatti chiarito ai genitori che l’impegno per la promozione della creatività proseguirà. In quali modi? Il Baracchini si candida a diventare Polo Formativo per la creatività, con appositi percorsi educativi per ogni ordine di scuola. «In questo modo – termina la circolare firmata dalla Dirigente – intendiamo continuare ad offrire ai nostri alunni opportunità preziose per sviluppare la fantasia, l’espressività e il pensiero creativo».
Bellesi: “non è una questione politica”

“Sono rimasto amareggiato dalla lettera inviata ai genitori da parte della dirigente scolastica. Ma posso assicurare che non c’è stata alcuna questione politica nella scelta dell’amministrazione”.
Così il sindaco Filippo Bellesi che sottolinea come “si sia dato subito disponibilità al progetto, dapprima offrendo la facciata laterale dell’edificio. Poi, al rifiuto dei rappresentanti della scuola, si è data l’autorizzazione anche alla facciata principale, a condizione di realizzare (o di lasciare in bianco e di far realizzare in seguito) due immagini dedicate alla figura di Flavio Torello Baracchini, cui è intitolato l’istituto, ai due lati dell’ingresso principale. Dando poi libertà di azione nel resto della facciata. Neanche questa soluzione, che ritengo più che ragionevole, è stata accettata”.



