Ripensare l’offerta per fermare la fuga dalle scuole superiori della Lunigiana

Le preiscrizioni all’anno scolastico 2025-26 confermano la crescita dei giovani lunigianesi che scelgono le scuole secondarie fuori provincia.

L'ingresso a scuola di alcuni studenti delle Superiori
Immagine d’archivio dell’ingresso a scuola di alcuni studenti delle Superiori

I dati sono noti da alcune settimane: i ragazzi delle medie della bassa Lunigiana e del fivizzanese hanno scelto in massa di proseguire i loro studi il prossimo settembre nelle scuole spezzine. Dei 352 studenti lunigianesi attualmente in terza media, ben 91 sono quelli che studieranno in istituti diversi dai due del nostro territorio. Di questi, 71 andranno a ingrossare le fila delle scuole spezzine, mentre gli altri hanno scelto istituti nell’area apuana (6), in Garfagnana (1) o altre destinazioni (3).

La sindaca di Filattiera e delegata all'istruzione dell'Unione dei Comuni, Annalisa Folloni
La sindaca di Filattiera e delegata all’istruzione dell’Unione dei Comuni, Annalisa Folloni

I numeri della “fuga”, diramati dalla delegata all’istruzione dell’Unione dei Comuni, la sindaca filattierese Annalisa Folloni, vanno depurati dagli alunni residenti nelle aree del confine meridionale della Lunigiana (Albiano, Montedivalli, Caniparola), che fisiologicamente si riversano sulle scuole spezzine o sarzanese – come dimostrano i 20 alunni di Fosdinovo che frequenteranno le superiori a Sarzana – ma rappresentano una preoccupante emorragia.

A scegliere di andare a studiare fuori dalla Lunigiana sono – escludendo gli iscritti alla scuola superiore di Sarzana – 17 alunni delle medie di Fivizzano e Fosdinovo, 13 del comprensivo “Cocchi” (Comano-Licciana-Tresana) e ben 36 dell’Alighieri di Aulla.

Tanti fattori agevolano questa scelta, in particolare l’attrazione di corsi di studio non presenti in Lunigiana.

Quali fattori determinano un così importante esodo? Il più importante lo si scopre osservando le scuole spezzine scelte dagli alunni della Lunigiana. Un numero risibile di essi sceglie i licei, visto che la Lunigiana è in grado di proporre un’offerta formativa quasi equivalente (mancano nel nostro comprensorio solo il liceo economico-sociale, il liceo musicale e il liceo sportivo).

La sede dell'istituto "Fossati-Da Passano"
La sede dell’istituto “Fossati-Da Passano”

La parte rimanente degli studenti che scelgono la città si dirige verso due scuole in particolare: il “Capellini-Sauro” e il “Fossati-Da Passano”, due istituti tecnici con indirizzo tecnologico che offrono percorsi come informatica e telecomunicazioni, elettronica, meccatronica, biotecnologie, solo per fare alcuni esempi. Si tratta di proposte di studio del tutto assenti in Lunigiana da quando, oltre vent’anni fa, chiuse l’ITI di Aulla.

Al di fuori delle sempre gettonate proposte liceali e della formazione economico-aziendale che sconta una crisi di livello nazionale, le scuole superiori lunigianesi offrono una gamma di percorsi professionali che mostrano evidenti criticità, dalla crisi dell’agrario al mancato decollo del corso sociosanitario, ma anche la mancata corrispondenza tra titoli scolastici e mercato del lavoro.

Emerge la necessità di fare sistema per arginare l’emorragia
L’indagine Eduscopio della Fondazione Agnelli da questo punto di vista è eloquente: il 47% dei diplomati dei corsi professionali della Lunigiana a due anni dal diploma svolge un lavoro non coerente con il proprio percorso di studi, il 56% ha un contratto temporaneo.
Pensare che percorsi di studio che formano alle professioni di un’economia rivoluzionata da big data e intelligenza artificiale non siano necessari in Lunigiana è smentito dalle preferenze delle famiglie e dei loro ragazzi, che vanno a cercare gli indirizzi non presenti nell’offerta formativa del nostro territorio là dove sono, favoriti anche dalla logistica: da Aulla, snodo nevralgico della viabilità locale, ogni mattina alle 7.05 e alle 7.10 partono due corriere di Atc per Spezia, che impiegano circa 30 minuti per arrivare all’ingresso della città, dove sono ubicati il “Capellini-Sauro” e il “Fossati-Da Passano”.

Sono tempi assolutamente competitivi con quelli necessari per raggiungere, da Aulla, i plessi di Fivizzano o di Pontremoli. Cinque corse per il ritorno tra le 13 e le 14, più una corriera all’ora nel resto della giornata completano un quadro dei trasporti contro il quale si scontrano i problemi di Autolinee Toscane in Lunigiana e le incongruenze degli orari dei treni sulle due linee ferroviarie del territorio.

La perdita, ogni anno, di un numero di studenti equivalente a tre-quattro classi dovrebbe fare riflettere e indurre un confronto tra istituzioni scolastiche del territorio, amministrazioni locali e associazioni di categoria per ipotizzare una ricalibratura dell’offerta formativa, senza timore di abbandonare alcune proposte e introdurne di nuove, affrontando il tema problematico dell’edilizia scolastica, quello ancor più spinoso dell’ubicazione delle scuole, alla luce di indici demografici che non sono più quelli di alcuni decenni fa e del tema dei trasporti, su cui si gioca un pezzo importante della partita tra scuole locali e quelle spezzine.

Prevalgono i licei, professionali con iscrizioni doppie rispetto alla media nazionale

Le scelte di chi rimane in Lunigiana

La sede del liceo "da Vinci"
La sede del liceo “da Vinci”

Che scelte hanno fatto invece gli alunni delle terze medie che l’anno prossimo continueranno a studiare nelle due scuole lunigianesi?

Secondo i dati diramati dall’Unione dei Comuni, in 129 andranno nei licei del “Leonardo da Vinci”: 17 in più dello scorso anno. I dati provenienti da alcune scuole medie devono ancora essere in parte disgiunti, ma al momento è certo che 56 andranno allo scientifico di Villafranca, ripartiti tra indirizzo tradizionale e scienze applicate, 13 al liceo classico di Aulla, 59 saranno ripartiti tra liceo delle scienze umane e liceo linguistico, entrambi a Pontremoli.

La facciata dell'istituto Pacinotti-Belmesseri (ex Sambuchi) di Fivizzano
La facciata dell’istituto Pacinotti-Belmesseri (ex Sambuchi) di Fivizzano

Un numero di poco inferiore, 123 alunni, ha scelto i diversi indirizzi del “Pacinotti-Belmesseri”, il polo tecnico-professionale del territorio. Anche in questo caso i dati non permettono con precisione di indicare le adesioni di tutti i percorsi. Per certo si sa che solo 2 studenti sono iscritti al socio sanitario di Fivizzano, 5 studenti hanno scelto l’indirizzo tecnologico-costruzioni (ex geometri) di Pontremoli, 4 l’istituto agrario di Fivizzano, 33 sono gli iscritti alle diverse articolazioni della ex-ragioneria, ora istituto tecnico economico, distribuito sulle sedi di Pontremoli e Fivizzano. Tra i rimanenti indirizzi, le quote di adesioni più importanti riguardano i due indirizzi professionali di manutenzione e assistenza tecnica e dell’alberghiero.

La sede del Liceo Classico Vescovile "Mons.Marco Mori"
La sede del Liceo Classico Vescovile “Mons.Marco Mori”

A completare il quadro sono i 9 iscritti al Liceo Vescovile paritario “don Marco Mori” di Pontremoli. Complessivamente l’istruzione liceale è stata scelta dal 53% degli alunni che frequenteranno le scuole lunigianesi, i percorsi tecnici hanno avuto il 16,6% delle adesioni e quelli professionali il 30,4%.

Se confrontati con i dati nazionali, si tratta di dati sorprendenti, soprattutto per quanto riguarda gli indirizzi tecnici e professionali. Se il dato lunigianese sui licei è abbastanza coerente con il 56% delle scelte a livello nazionale, con il liceo scientifico in testa, i percorsi tecnici in Lunigiana raccolgono quasi la metà delle iscrizioni conseguite a livello nazionale, dove il dato si è attestato al 31,3%. Al contrario, a livello nazionale i percorsi professionali si fermano al 12,7% delle adesioni, dato molto più basso di quello raccolto nel nostro territorio.