L’allarme lanciato dal sindaco Ferri e dall’Unione Sindacale di Base Pubblico che lamentano di medici dirottati al Noa e di altri andati via e non sostituti. La replica dell’Asl: si sta creando “un potenziamento complessivo di ortepedia” e verranno aperti bandi per individuare nuovi medici

L’ospedale di Pontremoli rischia un forte depotenziamento? è quello che pensano il sindaco, Jacopo Ferri e l’Unione Sindacale di Base Pubblico che sottolineano come si stia indebolendo il nosocomio pontremolese con due azioni giudicate “scellerate” da parte dell’Asl: con quattro medici del reparto medicina che stanno per concludere la loro attività e non verranno sostituiti e secondo aspetto con un chirurgo dirottato al NOA di Massa per otto giorni al mese.

In particolare Ferri, che ha scritto una lettera di fuoco al presidente della regione, all’assessore regionale alla Salute e alla direttrice della AUSL Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani puntando il dito contro la necessità urgente di potenziare i reparti di medicina e ortopedia dell’ospedale di Pontremoli “A brevissimo – scrive il primo cittadino – probabilmente già da ottobre, in Medicina a Pontremoli mancheranno complessivamente quattro medici, ciò senza che si sia approntato per tempo un piano di sostituzioni serio ed articolato in modo da evitare di mandare in crisi il cuore dell’Ospedale. Non è accettabile”. Ed aggiunge come sia “ugualmente grave che il reparto di Ortopedia degli Ospedali della Lunigiana non solo non sia stato a sua volta potenziato a dovere, ma oggi possa essere addirittura ulteriormente ‘azzoppato’ disponendo che una delle sue primarie risorse venga dirottata a supporto del NOA. La cosa sarebbe davvero paradossale, dovendo semmai avvenire il contrario e cioè che dal NOA si venga a sostenere – con risorse aggiuntive ovviamente – l’attività incessante in corso a Pontremoli e a Fivizzano”.
Concetti condivisi dall’associazione sindacale “Nel giro di un anno verranno a mancare quattro medici della medicina senza che nessuno di questi sia stato sostituito o quantomeno si stia anche solo pensando di sostituirli, ricordiamo alla azienda che nel caso in cui questi professionisti non saranno sostituiti ad ottobre al momento della loro partenza USB procederà con regolare esposto alla procura per interruzione di servizio pubblico”. Ed aggiungono che per “rendere il quadro ancora più apocalittico la Asl ha pensato bene di infierire ulteriormente contro il servizio sanitario territoriale lunigianese con una ulteriore incomprensibile decisione, ovvero quella di dirittare al NOA per ben 8 giorni al mese anche uno stimatissimo chirurgo da decenni punto di riferimento per tutta la popolazione lunigianese e per gli operatori stessi dell’ospedale di Pontremoli. Siamo convinti che anche questo ennesimo colpo alla nostra sanità territoriale vada sempre inquadrato nell’ottica funesta del piano di smantellamento e indebolimento del servizio territoriale della Lunigiana”.

Prova a stemperare la tensione l’Asl che sottolinea come lo “spostamento di un ortopedico per 8 turni al mese, dalla Lunigiana al NOA è contemporaneo, cioè avviene negli stessi giorni (martedì e venerdì), allo spostamento di ben 2 medici che dal NOA si recano in Lunigiana, il martedì a Fivizzano e il venerdì a Pontremoli, in questo modo si potenzia l’attività chirurgica e l’attività ambulatoriale”. L’intento – sottolineano il primario, Alberto Sancin, il direttore dell’ospedale, Giuliano Biselli e Massimiliano Aliani responsabile per la Lunigiana – è quello di realizzare una equipe unica Apuana/Lunigiana “dove tutti i medici ruotano sui vari presidi portando maggiore specializzazione e differenziazione di attività chirurgica ortopedica”. L’obiettivo è quello che al NOA si vada ad effettuare l’attività di elezione maggiore, traumatologia di media entità a Pontremoli mentre a Fivizzano l’ortopedia è orientata sull’elezione media/minore. Mentre per sanare la carenza di medici internisti in Lunigiana, in accordo con la Regione Toscana, “la ASL Toscana nord ovest sta bandendo un concorso smart dedicato alle zone più in difficoltà”. (r.s.)



