Interessante incontro a Pontremoli con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva

Medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, Alberto Pellai, con ascendenza materna da Filattiera, ricercatore presso il Dipartimento della Sanità pubblica all’Università di Milano ha presentato a Pontremoli il suo saggio “Allenare alla vita. I dieci princìpi per ridiventare genitori autorevoli”, sollecitato da domande molto profonde di Lucia Baracchini impegnata nelle iniziative del Comune che ha creato il Bancarella famiglie. I genitori oggi sono molto confusi, cercano pertanto di proteggere i figli e di scansare loro le difficoltà. Ci vuole un allenamento, come nello sport, per prepararsi alle complicate nuove sfide. Non è facile agire, serve ridiventare educatori autorevoli, tenere rapporti reali con la natura, con gli altri. Un rimedio parte dal sonno che è molto importante per diventare grandi, protegge dall’obesità, dà distensione psicofisica, invece oggi bambini e adolescenti dormono meno. Altro danno è la deprivazione sociale. Non ci si allena alle relazioni con gli altri, c’è meno empatia.
Pellai ha ricordato tra tante esperienze incontrate quella della mamma che mentre allatta guarda la tv: il bimbo viene privato della relazione dell’abbraccio, dell’attaccamento così importante. E c’è la dipendenza da smartfhone, da tablet: molti non escono dalla loro stanza, impegnati a manovrare i nuovi mezzi.. Bisogna allenare e abituare allo spazio fuori. Prima della fine delle Medie inferiori non bisogna mai comprare quegli strumenti. Altro danno viene dalla frammentazione dell’attenzione. I test cognitivi oggi dicono che l’impoverimento è molto forte. Qui anche la scuola deve fare. Via dunque dal digitale. Un esempio è la Svezia: abolì il libro di carta. Dopo due anni di ricerca da parte della Commissione che assegna i Nobel: nessun vantaggio trovato, moltissimi gli svantaggi. Subito il governo è tornato al cartaceo, ha abolito il registro elettronico. Il ministro della P.I.italiano ha vietato lo smartfhone in classe; speriamo che sia attuato, ma già sono sorte polemiche! Anche Norvegia, Finlandia e Francia hanno vietato l’uso in classe dei nuovi socialmedia L’iperprotezione è sbagliata. Non “genitori elicottero” supervisori dall’alto e subito pronti a intervenire per evitare tristezze. Genitori “spazzini” sono invece quelli che vogliono buttar via tutto ciò che è ostacolo alla felicità del figlio, per non turbarli non li portano a funerali o negli ospedali. Se c’è insuccesso scolastico protestano con l’insegnante. Iperproteggere rende fragile il soggetto, procura ansia anche nei genitori e non pochi ritengono la scuola troppo faticosa.
Un danno gravissimo e irreparabile è il consumo di materiale pornografico in età infantile: va perso l’incanto emozionale ed affettivo del rapporto d’amore, che è l’opposto di quello dei corpi. Una gratificazione immediata non va bene. Tra i tre e nove anni già bisogna educare ad attendere e a scegliere. Allenarsi alle frustrazioni, rinforzare le capacità di resistere dà vantaggi sempre più grandi: Pinocchio perde seguendo Lucignolo. Altro esempio: salgo in vetta alla montagna con la seggiovia o a piedi premiato dalla gioia di avercela fatta? Con l’iperconnessione si va nel contesto della vita virtuale. Dal 1980 al 2012 le analisi scientifiche, delle neuroscienze dimostrano che i disagi dell’età evolutiva sono rimasti stabili. All’epoca c’era solo il cellulare per telefonare ed inviare sms e il computer fisso. Ora con lo smartphone e tutte le sue applicazioni vi sono sempre nuovi casi di disagio grave. Il contaminante è stato il passaggio a strumenti che permettono di navigare su tutto e ovunque. Si può fare narrazione, costruire una storia di se stessi o di altri e fare video, seguire la vita degli altri. Il virtuale si mescola col reale e si crea confusione grave. Tu non sei più tuo, conta l’influenter che è mosso solo dal fare soldi e ti costruisce un modello di vita desiderabile, che presto evapora, devi rifare altro racconto con altri acquisti e desideri con perdita di adeguamento al reale. Rimedio è fortificare le competenze di fronte anche a sfide impreviste, trovare un codice relazionale con le persone che si incontrano nella vita. Far crescere bimbi felici ed evitare tristezze si può fare benissimo giocando con oggetti concreti e con amici reali. L’intelligenza artificiale permette di fare compiti perfetti ma non fa conoscere il percorso da fare, che è quello essenziale per formare la persona.
(Maria Luisa Simoncelli)



