A Licciana Nardi la celebrazione provinciale della Liberazione con l’appello a far sì che tutti si riconoscano nei valori sanciti dalla nostra Costituzione

Il maltempo non ha rovinato la manifestazione provinciale del 25 Aprile che si è svolta a Licciana Nardi in ricordo del 79esimo anniversario della Liberazione d’Italia. Celebrazioni intense che si sono aperte intorno alle 10 nella frazione di Monti con il ritrovo dei partecipanti a cui è seguita la deposizione di corone d’alloro da parte delle istituzioni e il trasferimento del corteo nel parco Martiri della Libertà dove sono intervenuti Renzo Martelloni, sindaco di Licciana; Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa-Carrara; Guido Aprea, prefetto di Massa-Carrara; il coordinamento provinciale dell’Anpi di Massa-Carrara; Serena Conti, vice presidente Istituto storico della Resistenza Apuana. L’orazione ufficiale è stata affidata a Carola Baruzzo, presidente Museo Audiovisivo della Resistenza. Erano presenti anche il sindaco di Massa, Francesco Persiani, e il consigliere regionale del Pd, Giacomo Bugliani.

“Il fascismo ha rappresentato un periodo buio per l’Italia – ha detto Lorenzetti – un’era in cui la libertà veniva soppressa e la democrazia ignorata. Non possiamo dimenticare le vittime illustri come Matteotti e i fratelli Rosselli, né le migliaia di persone che hanno pagato il prezzo più alto per resistere al totalitarismo. Ricordare la Liberazione d’Italia significa anche riconoscere il coraggio di coloro che hanno lottato per la nostra libertà”.

E poi un accenno polemico sulle divisioni di questo giorno che dovrebbe vedere tutti gli italiani uniti nel nome della libertà, della democrazia e dell’antifascismo “Il 25 aprile sarà veramente un giorno di celebrazione quando tutte le forze politiche si uniranno nel condannare apertamente il fascismo e tutte le sue manifestazioni. Solo affrontando la storia con onestà e coraggio possiamo imparare dagli errori passati e costruire una società più giusta e inclusiva”. Prima dell’orazione di Lorenzetti, la docente Conti ha ricordato il fondamentale ruolo delle donne nella Resistenza e nella ricostruzione post bellica. Mentre Baruzzo ha voluto fare propri i concetti di Calamandrei nella sua riflessione “la Resistenza è stata una riscossa di un popolo, renderla divisiva è un errore. Tanti partiti diversi in quel momento tragico della nostra storia si sono uniti per la libertà politica e sociale, da cui nasce la nostra Costituzione”. (r.s.)
Le altre manifestazioni in Lunigiana
Ma non solo la manifestazione provinciale a Licciana, sono state molteplici le iniziative nei vari comuni ella Lunigiana in ricordo del 25 Aprile. A Pontremoli dopo l’omaggio alle lapidi che ricordano i Caduti in piazza della Repubblica e nella Piazzetta della Pace, il corteo si è mosso nel Vicolo della Cresa dove c’è stato l’inaugurazione degli Scudi Blu ai quattro monumenti individuati dall’Amministrazione Comunale. Al termine deposizione delle corone al monumeto ai caduti in Piazza Italia. A Zeri momenti di commozione a Patigno con la deposizione della corona d’alloro in ricordo dei Caduti e a seguire gli interventi delle autorità. A Fosdinovo si è svolto il tradizionale appuntamento con “Fino al cuore della rivolta” al Museo audiovisivo della Resistenza, una festa ormai storica che negli anni è diventata sempre più grande e ricca di musica, cultura e socialità. Anche Fivizzano ha reso omaggio al giorno della Liberazione con la cittadina lunigianese che ha visto anche una commovente manifestazione che si è svolta a Firenze con la Regione Toscana che ha conferito oggi una targa a Udo Surer come riconoscimento dell’opera di pacificazione e di amicizia che da anni svolge nei confronti dei superstiti e dei familiari delle vittime delle stragi naziste nel territorio fivizzanese. La cerimonia si è svolta a palazzo Strozzi Sacrati con la partecipazione anche del sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti. La storia di Surer è un meritevole percorso di riconciliazione “con un passato terribile la cui scoperta lo ha indotto a rinnegare il padre, cambiare cognome e iniziare una nuova vita incentrata sui valori della pacificazione e della fratellanza tra i popoli”.























