Sempre più in crisi le sale cinematografiche in Lunigiana

Il rischio di chiusura del cinema “Il Nuovo” della Spezia permette di fare una riflessione su di un patrimonio che si è perso nei decenni nel nostro territorio

La facciata del Cinema "Il Nuovo" della Spezia
La facciata del Cinema “Il Nuovo” della Spezia

Quando eravamo giovani la ricchezza culturale della Lunigiana annoverava anche le sale cinematografiche. I film, nelle varie modalità nelle quali venivano proposti, erano davvero occasioni culturali e di passatempo: i cineforum presso gli oratori, le sale parrocchiali, negli spazi messi a disposizione dai Comuni e persino nelle carceri; il Cinema sotto le stelle, quelle indimenticabili proiezioni di film all’aperto che vedevano, nelle sere estive, la partecipazione di un pubblico numeroso, fino ad arrivare a piccole sale cinematografiche, allestite all’interno delle case, come quella del dottor Angelo Cocchi. I giovani e le famiglie vivevano il fine settimana come una bella occasione per uscire di casa e andare al cinema.

L'interno del cinema Manzoni
L’interno del cinema Manzoni

Inoltre in Lunigiana non occorreva percorrere molti chilometri per trovare una sala cinematografica. Infatti a Pontremoli si trovavano due cinema: La Rosa e il Manzoni, a Villafranca il cinema Città di Villafranca, a Terrarossa il Verdi, ad Aulla il cinema Italia, il Cinema Nuovo e quello nel salone polifunzionale che si trovava, prima dell’alluvione del 2011, sotto il palazzo comunale. Inoltre si proiettavano film anche a Licciana Nardi e a Fivizzano. Oggi di tutte queste sale ne sono rimaste due: a Pontremoli il cinema Manzoni, a Villafranca il cinema Città di Villafranca. Le ragioni di questo venir meno di sale cinematografiche in Lunigiana, sono riconducibili all’alluvione aullese, al Covid, al progressivo disinteresse delle persone per il cinema, ma soprattutto è stato il rapido sviluppo della tecnologia legata ai film, a dare un colpo quasi mortale ai cinema e così per molti trasferirsi, rimanendo seduti sul divano di casa, sulle varie piattaforme, come Netflix, è diventato spesso l’unico modo di vedere un film.

Fra le sale cinematografiche destinate ad aggiungersi all’elenco di quelle scomparse, ci potrebbe essere anche il cinema ‘Il Nuovo’ della Spezia. Da diversi giorni è in atto una mobilitazione per fare in modo che la sala non chiuda, sollecitando, mediante una petizione, la proprietà a non venderlo o a evitare una eventuale trasformazione che non sarebbe certamente di carattere culturale. Sorto nel 1885, in un luogo storico, ad opera della Società di Mutuo Soccorso ‘Unione Fraterna’, per promuovere il benessere morale e materiale dell’individuo, il Nuovo ha adempiuto e adempie ancora oggi a questa missione che nel tempo si è andata via via arricchendo di numerose iniziative culturali. Al di là di ogni considerazione legata a calcoli economici, ai diritti della proprietà di cedere l’edificio nel quale si trova ‘Il Nuovo’, va comunque sostenuto il tentativo di impedirne la chiusura da parte di tutti coloro i quali sono affezionati a questa sala cinematografica. Sale cinematografiche come ‘Il Nuovo’ hanno un’anima, in esse si respira cultura e ad esse si finisce per legarsi affettivamente perché sono luoghi nei quali il tempo è stato davvero vissuto bene. Per questo devono continuare a vivere, custodite da tutti perchè un bene prezioso non può svanire ma deve necessariamente avere un futuro.

Fabrizio Rosi

Le vicende del cinema “Il Nuovo” si intrecciano con la realtà del cinema “Manzoni”

La presentazione del libro “Il Cinema Manzoni di Pontremoli-Breve storia di un cinema di periferia”
La presentazione del libro “Il Cinema Manzoni di Pontremoli-Breve storia di un cinema di periferia”

Le vicende de ‘Il Nuovo’ della Spezia inevitabilmente toccano anche chi fa volontariato al Cinema Manzoni di Pontremoli, perché quest’ultimo corre un rischio analogo al cinema spezzino:la chiusura definitiva, per scarsa partecipazione alla visione dei film, più volte prospettata dall’amico Antonio Ricci, recentemente scomparso. Con la mia recente pubblicazione del libretto “Il Cinema Manzoni di Pontremoli-Breve storia di un cinema di periferia” intendevo richiamare l’attenzione sulla sala cinematografica pontremolese e in particolare sulla sua ‘collocazione’: cinema di periferia, soprattutto per sottolineare che nella marginalità talvolta sta anche, in agguato, la precarietà. Ciò che è marginale rischia di essere sempre più marginalizzato, finendo per scomparire nell’indifferenza di tutti. L’impegno del volontariato è volto a scongiurare questo rischio e ad assicurare che il Manzoni, aperto nel 1936, “per una sano e giusto divertimento” , continui ancora oggi ad accogliere coloro che vogliono ritrovarsi per il piacere di vedere un film, partecipare ad un concerto, assistere ad una conferenza. Per certi versi ‘Il Nuovo’ e il Manzoni sembrano appartenere ad uno stesso destino del quale il denominatore comune sembra essere appunto la chiusura: prospettata per il primo, in agguato per il secondo. E allora anche per le..affinità elettive fra i due cinema non si può rinunciare a manifestare solidarietà e vicinanza a tutti coloro che non vogliono rinunciare a ‘Il Nuovo’, firmando, on line, la petizione. (f.r.)