Casa della Comunità: firmato il comodato tra Comune e Asl

L’Azienda Sanitaria ha ora in gestione lo stabile di via Mazzini per la realizzazione dell’opera. Lavori che dovrebbero durare circa 2 anni per un investimento di un milione e 800 mila euro

Il cortile interno del palazzo in Via Mazzini
Il cortile interno del palazzo in Via Mazzini

Sempre più vicini il via ai lavori per quanto concerne la realizzazione della Casa della Comunità nel palazzo delle ex scuole Mazzini, in piazza Dodi. Lo sottolinea il sindaco dopo la recente firma, lo scorso 19 gennaio, del contratto di comodato d’uso che affida la gestione dell’immobile all’Azienda Usl Toscana Nord Ovest che dovrà quindi dare il via all’opera per la realizzazione della Casa della Comunità. In pratica quello che il Comune doveva fare è stato fatto, liberando una parte di palazzo Mazzini, adibito ad appartamenti di edilizia residenziale, rendendo indipendenti i nuovi spazi destinati agli ambulatori e ai servizi socio sanitari. Una questione che comunque, come vi abbiamo raccontato anche nei mesi scorsi, non è stata affatto indolore, specie per l’opposizione di un gruppo famigliare che non accettava il nuovo collocamento e con la protesta della minoranza che accusava il sindaco di “aver imposto la soluzione dei piani superiori all’attuale distretto, senza pensare alle conseguenze e, soprattutto, senza pensare al futuro delle persone che vivono lì”. Ma ora, assicura Ferri, si è trovata una soluzione positiva per tutti ed ora, con la firma del comodato, “la palla passa nelle mani con i tecnici dell’Asl che stanno effettuando gli ultimi rilievi necessari. Anche perché i tempi per i bandi legati al Pnrr sono più limitati e c’è bisogno di accelerare le tempistiche burocratiche”.

Al piano terra dello storico immobile nel centro storico dove funzionano da tempo ambulatori, centro prelievi, centro prenotazioni della “Casa della Salute”, con il progetto della Casa della Comunità, vedrà trasferire altri ambulatori e anche quanto oggi è in viale Cabrini. In pratica ci sarebbe il distretto al piano terra, i medici di famiglia al primo piano e gli ambulatori specialistici al secondo. All’interno della Casa della Comunità opererà quindi un gruppo multi professionale composto dal medico di famiglia, lo specialista, l’infermiere, l’assistente sociale e l’equipe di supporto. Questa, in sintesi, la realtà alla quale ci si dovrebbe trovare di fronte tra circa 19-20 mesi (questi i tempi previsti) per un investimento complessivo di circa un milione e 800 mila euro. “Le Case della Comunità – sottolineano dalla direzione dell’ASl – daranno un forte impulso alla sanità territoriale che è determinante per garantire alla popolazione una corretta presa in carico da parte dei servizi sanitari. L’assistenza territoriale rappresenta infatti la prima porta d’accesso al servizio sanitario. Essa costituisce l’approccio più inclusivo, equo, conveniente ed efficiente per migliorare la salute fisica e mentale degli individui”. Resta l’interrogativo sulla scelta del luogo che pare avere suscitato qualche perplessità da parte dei Medici di Famiglia, così come da parte degli utenti. In effetti la sede di via Mazzini è abbastanza decentrata e non particolarmente comoda anche per quanto concerne il passaggio e l’individuazione del parcheggio. Una scelta che comunque il sindaco Ferri ha sempre difeso, anche nell’ottica di riqualificare un’area della città da troppo tempo in difficoltà. (r.s.)