Giovedì 19 a Patigno con gli alunni delle scuole medie

Il 78° anniversario del rastrellamento nazifascista del 21 gennaio 1945 tra le valli di Zeri e l’alta Valle del Vara è stato ricordato giovedì 19 a Patigno con una cerimonia promossa e organizzata dalla locale sezione Anpi con il Comune. In un clima freddo, che almeno in piccola parte ha ricordato la situazione del terribile inverno di allora, il folto gruppo di partecipanti ha reso omaggio alle lapidi ai Caduti tra la neve caduta nelle ore precedenti prima di trasferirsi nella sala consiliare del municipio, dopo la benedizione del parroco don Marino. Grazie alla presenza degli alunni della scuola media di Zeri la cerimonia è riuscita molto bene ed è stata particolarmente toccante. L’occasione è giunta al termine di un percorso di studio, approfondimento e preparazione da parte dei giovani che, coadiuvati dai rispettivi insegnanti, hanno esposto al pubblico il risultato dei loro lavori. Componimenti, saggi e canti hanno destato l’apprezzamento dei presenti, ai quali si è poi rivolto il Sindaco di Zeri, Cristian Petacchi, nel suo intervento. Alla commemorazione hanno presenziato i gonfaloni dei Comuni di Zeri e di Pontremoli e numerose associazioni con i rispettivi labari: oltre alle Anpi di Zeri, di Pontremoli e di Genova Staglieno, erano presenti il Gruppo Alpini, il Gruppo Fratres, la Croce Verde, l’Associazione Le Nostre Valli. Una partecipazione che testimonia quanto sia ancora vivo il ricordo di quei drammatici giorni quando sulla zona si abbatté una grande operazione anti partigiana ricordata anche come “battaglia del Monte Gottero”. In realtà nella zona si svolsero vari scontri ma non una vera e propria battaglia: troppo preponderanti le forze nazifasciste così le formazioni partigiane misero in atto una serie di operazioni di sganciamento che avevano nel monte Gottero il riferimento principale. I patrioti pagarono un prezzo molto alto in termini di caduti e, soprattutto, di feriti con numerosi casi di congelamento a causa delle temperature molto basse di quello che è stato uno degli inverni più freddi del XX secolo. (p. biss.)