“Prova d’appello” per la scuola dell’Infanzia di San Terenzo Monti

Evitata la chiusura, però ora servono le iscrizioni entro il 27 gennaio

La scuola di infanzia a San Terenzo Monti
La scuola di infanzia a San Terenzo Monti

Aveva suscitato tante proteste e critiche prese di posizione, provenienti anche da ambienti non scolastici, la recente chiusura della Scuola dell’Infanzia di San Terenzo Monti, attiva da oltre sessanta anni in ambienti ospitali e via via rinnovati. La motivazione legale, il fatto che non era stato raggiunto il numero minimo di iscrizioni, non aveva consentito passi indietro o ripensamenti, che, invece, sono avvenuti in questi ultimi giorni. Fatto sta che gli organismi istituzionali della Scuola hanno deciso di riattivare il codice del plesso, consentendo il riavvio delle iscrizioni anche per i bambini che compiranno i 3 anni entro il 30 aprile prossimo.

Una prova d’appello, conquistata grazie alle sollecitazioni della popolazione, agli interventi dell’Amministrazione Comunale di Fivizzano, ai viaggi a Firenze presso la direzione scolastica di singoli cittadini, alle lettere accorate delle insegnanti, ai meriti acquisiti in tanti anni di presenza ricca di qualità didattica sul territorio, forse anche favorita dagli effetti evocativi che il nome di San Terenzo Monti può aver provocato sugli Enti preposti alle decisioni. Ora, però, occorrono le iscrizioni, possibili fino al 27 gennaio, presso la Segreteria dell’Istituito Comprensivo, a Fivizzano, e in numero sufficiente a garantire la riapertura del plesso. In molti si stanno mobilitando. La vicenda della Scuola dell’Infanzia di San Terenzo, fino a qualche anno fa ricca di bambini, ha richiamato alla memoria un documento del 1935 relativo all’Asilo Infantile di Vinca, intitolato, con l’autorizzazione del gerarca fascista Renato Ricci, a Benito Mussolini. I responsabili dell’asilo chiedevano al podestà di Fivizzano dei sussidi per pagare l’affitto dei locali e varie riparazioni, ma soprattutto per far fronte alle spese per “ben 180 bambini che consumano quotidianamente la refezione”. Numeri che non sembrano veri, se rapportati alla situazione attuale, ma che fanno riflettere, e non solo su Vinca e San Terenzo.

Andreino Fabiani