A Badignana grande e partecipata festa della transumanza

Si è svolto all’alpeggio di Badignana il tradizionale incontro tra i comuni di Bagnone e Corniglio

Un momento della festa di Badignana
Un momento della festa di Badignana

Adagiato su un pianoro naturale, l’alpeggio di Badignana si presenta una tranquilla oasi di pace, con il fascino tipico della montagna. In questo scenario si è svolta, domenica 11 settembre, la sempre attesa “Festa della transumanza”, organizzata dai Comuni di Bagnone e di Corniglio, nel solco degli avi e della collaudata amicizia che lega, da tempi remoti, toschi e parmigiani. Quest’anno tantissime le persone presenti, giunte dalla vallata bagnonese, da Bosco, Corniglio, Sesta ecc. Fra le autorità il sindaco di Corniglio, Giuseppe Del Sante, il consigliere Luca Menghini, in rappresentanza del sindaco di Bagnone, Giovanni Guastalli, Rita Beccari, presidente “Fratres” di Bagnone, Daniele Zappoli, già amministratore del Comune di Corniglio, Italo Pezzati, presidente del Comitato “Cibo del Crinale”, Urbano Simonetti dei “Beni Civici” di Vico. Nelle famiglie patriarcali i pastori, nel mese di giugno, lasciavano i paesi per raggiungere con il bestiame, unico capitale, i verdi pascoli del crinale–amico dove rimanevano fino ai primi giorni di settembre. Mucche, pecore, capre erano umili testimoni delle fatiche, delle solitudini, dei giovani che affrontavano i disagi e la lontananza da casa. Storie vere in cui affondano le nostre radici agresti-pastorali. Erano estati dense di colori e di odori quando ricotta e formaggio non erano soltanto prodotti naturali, ma un rito, un veicolo di messaggi sociali, culturali, storici per i buongustai che sarebbero venuti dopo.

Un momento della festa di Badignana, con la celebrazione dellaSanta Messa
Un momento della festa di Badignana, con la celebrazione dellaSanta Messa

Alle ore 11, sotto un grosso faggio, è stata preparata la mensa per la celebrazione della Santa Messa da parte del parroco di Bosco, don Orlando Ruiz Mesa. Incisiva l’omelia: “Nulla è più caro a Dio, ha sottolineato il celebrante, della misericordia. Trepida per chi si perde e accoglie con gioia chi ritorna. Richiamare gli uomini del nostro tempo al senso del male e del peccato significa aiutarli a comprendere che il Signore ha sempre le braccia aperte per il perdono”. Quindi sono stati ricordati i sacrifici dei padri, custodi attenti del Creato, commozione per la memoria di Ettore Fornesi, ultimo pastore bagnonese nel “regno” di Badignana ed il compianto sindaco Carletto Marconi che tanto teneva a tramandare ai giovani la lunga storia della transumanza. Il Coro giovanile di Bosco ha solennizzato il sacro rito con canti scelti appositamente ed eseguiti con fede e bravura. Luca Menghini ha letto la “Preghiera degli Alpini”. Le autorità presenti hanno invitato i numerosi partecipanti a mantenere viva la memoria, l’unica cosa che ci permette di essere chi siamo, di vivere intensamente il presente, proiettandoci nel futuro con fiducia, seguendo i valori di chi ci ha preceduto con il rispetto delle bellezze che gratuitamente abbiamo ricevuto. “Nessuna comunità è piccola o insignificante, è stato ribadito, se lavoriamo, col cuore, per il bene comune e per lasciare ai posteri un mondo più equo per tutti”. Il ricco pranzo è stato offerto, con larga generosità, dagli amici ospitanti. Mentre i canti, accompagnati dalla chitarra di Valerio e di Remo, hanno riempito la vallata per l’intero pomeriggio, unitamente alle risate ed agli applausi. Una giornata che ha dispensato “amarcord”, nostalgia per tanti amici passati dall’altra parte della strada, storia, legami autentici e persino poesia. Senza scomodare la stupenda lirica di Gabriele D’Annunzio!

Ivana Fornesi