Serena Arrighi è la nuova sindaca di Carrara

Alla destra gli apparentamenti non bastano, è la candidata del centrosinistra a vincere con il 57% dei voti. In uno scenario segnato dall’alto astensionismo

Il segretario del PD, Enrico Letta, con Serena Arrighi, nuova sindaca di Carrara
Serena Arrighi, vestita di rosso, festeggia il successo con (da sinistra) il presidente della Regione, Eugenio Giani, il consigliere regionale, Giacomo Bugliani e il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti
Serena Arrighi, vestita di rosso, festeggia il successo con (da sinistra) il presidente della Regione, Eugenio Giani, il consigliere regionale,
Giacomo Bugliani e il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti

Serena Arrighi, 50 anni, imprenditrice nel settore informatico, è la nuova sindaca di Carrara, la seconda donna a ricoprire questa carica nella città marmifera, 24 anni dopo la fine del mandato di Emilia Fazzi Contigli. A decretare il successo della candidata di democratici, repubblicani, verdi e sinistra civica sono stati i 12.468 voti ottenuti nel ballottaggio di domenica, pari al 57,8%. Un successo netto, quello del centrosinistra carrarese, che ha distanziato di quasi 3.400 voti Simone Caffaz, il candidato di un centrodestra presentatosi diviso al primo turno e poi ricompattatosi in vista del ballottaggio. La trama degli apparentamenti ha animato le due settimane tra il primo e il secondo turno. Caffaz, sostenuto fin dall’inizio da Lega, Nuovo Psi e liste civiche, in vista del ballottaggio ha stretto un’alleanza con le liste a supporto di quell’Andrea Vannucci (17,1% al primo turno) additato per tutta la campagna elettorale come uomo PD – per il quale è stato vicesindaco in una delle due amministrazioni Zubbani – ma in questa tornata portabandiera di una coalizione targata Forza Italia e Fratelli d’Italia. Alla coalizione pro-Caffaz si è unito pure Cosimo Ferri, forte del 15% ottenuto al primo turno e autoproclamatosi all’indomani dello spoglio “ago della bilancia” in grado di garantire al ballottaggio la vittoria a chi avrebbe accettato l’apparentamento con lui. Una scelta, quella del leader locale di Italia Viva – che prima di apparentarsi con Caffaz ha interloquito anche con il centrosinistra accusando la coalizione di avere offerto nessun apparentamento ma solo poltrone – in linea con la politica dei “due forni” adottata dal partito renziano in tutta Italia, ma sonoramente sconfitta quasi ovunque ed anche a Carrara: alla fine, degli 11.500 voti ottenuti al primo turno dalle liste schierate al secondo turno con Caffaz, ne sono arrivati solo 9.100, segno eloquente degli errori di chi considerava l’elettorato un parco buoi di cui disporre sul tavolo delle trattative.

I risultati del ballottaggio a Carrara
I risultati del ballottaggio a Carrara

Il tentativo di additare Arrighi, per via del sostegno ricevuto dall’ex sindaco Angelo Zubbani (“partner” di Ferri al primo turno, prima che le strade dei due si dividessero), come prestanome di una vecchia nomenklatura già punita 5 anni fa, quando furono i 5 Stelle a vincere le comunali con Francesco De Pasquale, non è andato a buon fine. Al contrario, ha prevalso l’idea che a rappresentare i poteri forti di una città con molti interessi e rendite da difendere fosse proprio la destra carrarese tra divisioni, ricompattamenti, trasformismi, personalità del passato politico della città tenute assieme da fragili equilibri. Alla fine la nuova prima cittadina, che ha chiuso la porta ad apparentamenti formali anche con la coalizione di sinistra e 5 Stelle, ha vinto in maniera netta, riuscendo a convogliare sulla sua figura il non scontato voto di chi al primo turno ha sostenuto Rigoletta Vincenti, forte del suo 13,7%, e probabilmente raccogliendo in chiave anti-destra ciò che rimane del patrimonio di voti dell’antica anima socialcomunista e repubblicana della città. Nel nuovo consiglio comunale Arrighi potrà godere del sostegno di 8 democratici, 6 membri della sua lista civica e un repubblicano. L’opposizione si spartirà i restanti 9 membri: 2 alla coalizione di Rigoletta Vincenti (la stessa candidata sindaca e uno del M5S), 7 alle liste che hanno sostenuto Caffaz al secondo turno, ma senza alcun eletto nelle file di Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre la Lega elegge un solo consigliere. Nel frastagliato panorama della minoranza spicca il fatto che Italia Viva non elegge nell’assise comunale alcun carrarese ma i lunigianesi Cosimo Ferri e Alice Rossetti. Mentre la nuova sindaca si appresta a mettere mano alla composizione della giunta e ai principali dossier della città (cave e porto in primo luogo) Carrara, come il resto d’Italia, si interroga sulla partecipazione al voto. All’ombra delle Apuane al secondo turno hanno votato il 40,3% degli elettori (quasi 11 punti in meno rispetto al primo turno), cifre che impongono una riflessione sul metodo della partecipazione e dell’ascolto che Arrighi ha messo a capo del suo programma e che appaiono quanto mai urgenti da affrontare. (D.T.)