Un rarissimo testo giuridico di un aullese del Seicento

Opera di Alessandro Trombetti, è tornato nella biblioteca di Aulla per iniziativa del sindaco Valettini

È stato con un comprensibile orgoglio che il sindaco Roberto Valettini ha presentato alla cittadinanza, presente numerosa, l’importante acquisizione alla biblioteca civica di un volume d’antiquariato opera di un celebre aullese nato sul finire del XVI secolo e morto ad Aulla nel settembre del 1660. Quasi a smentire il detto che Aulla è stata soprattutto terra di commerci (del resto anche questa è stata pur sempre una circostanza rilevante) il sindaco ha ricordato come emergano dal passato alcune figure di rilievo, a partire da padre Battista Ricardi che a Genova creò alla fine del 1400 una importante società tipografica che stampava libri di chiesa e aveva acquisito a sue spese i torchi , ospitando a casa sua gli operai con regolare contratto, e dal nostro Alessandro Trombetti (o Trombetta) anch’egli prete e autore di testi giuridici.
La figura di Alessandro Trombetta, del quale si era già occupato Giulivo Ricci, è stata brillantemente rievocata da Agostino Ginesi sottolineando come quella dei Trombetta sia stata una importante e colta famiglia che probabilmente giunse al seguito dei marchesi Centurione di Genova e dette ad Aulla celebri medici e notai i cui atti erano conservati nell’archivio notarile rimasti in comune fino all’alluvione del 2011 ed oggi sono depositati nella sezione dell’archivio di stato di Pontremoli.
I Centurione, banchieri e armatori tra i più ricchi di Genova, dopo aver acquistato Aulla come forma di investimento per controbilanciare i rischi derivanti dalle loro attività finanziarie che ebbero tra i destinatari anche l’imperatore Carlo V, quasi mai ebbero residenza nel modesto loro palazzo ed amministrarono il feudo e gli investimenti attraverso famiglie genovesi che finirono per stabilirsi in Aulla e certamente ebbero un ruolo anche nel seguire per conto dei padroni i grandi cantieri della costruzione della Brunella e del rinnovamento della chiesa abbaziale.
Alcuni discendenti del nostro giurista Alessandro Trombetti fondarono la chiesetta della Barcara: fu infatti Filippo Trombetti, medico insigne per lo più dimorante a Genova, a far costruire nel 1680 una cappella attorno ad una maestà dipinta che era su una sua proprietà e alla costruzione parteciparono anche i Salvago, altra famiglia di origine genovese giunta con i Centurione.
Giuseppe Chiappini, antiquario e bibliofilo aullese, ha ritrovato sul mercato l’antico testo di Trombetti che il sindaco ha voluto acquistare per la biblioteca del comune e solo chi ha la passione dei libri antichi ha condiviso durante la presentazione l’emozione di Chiappini nel ricordare quando, dopo anni di ricerche, si è trovato tra le mani il volume oggi esposto in una bacheca della biblioteca. Alessandro Trombetti, dottore in entrambe le leggi (canoniche e civili) nel 1632 pubblicò a Venezia questo ritrovato “De Societate Tractatus”, un testo giuridico certamente importante anche per la comunità aullese dove erano insediate numerose società che operavano nei settori delle conce di pelli, della produzione di sapone e anche di esplosivi. Un capitolo è dedicato alla pratica della soccida, molto diffusa in Lunigiana e che, come ha ricordato Agostino Ginesi, vedeva sia i Malaspina che i vari possidenti affidare temporaneamente in cura per l’allevamento e la transumanza animali di proprietà, pecore e maiali, frequentemente ad allevatori d’oltre Appennino.
Il nostro antico dottore aullese in entrambe le leggi sembra aver scritto anche altre opere delle quali non si hanno notizie precise, si sa, comunque che egli fu anche sacerdote, vice abate e parroco dell’abbazia di san Caprasio che proprio negli anni della sua presenza vide l’avvio del grande cantiere che fece la volta in mattoni, il rifacimento delle tombe di famiglia, gli stucchi barocchi e la nuova pavimentazione. Oggi in qualche modo Alessandro è tornato ad Aulla ed occupa un posto importante in quella biblioteca che è rinata dopo le ferite dell’alluvione ed ospita anche la preziosa collezione dei libri della donazione Giorgio Spini.

(Riccardo Boggi)

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