A Podenzana si è tenuta l’assemblea della Condotta. Confermato Matteo Podenzana alla guida dell’associazione

Il Ristorante da Gambin ha ospitato nel pomeriggio di lunedì 21 febbraio scorso, a Podenzana, l’assemblea sociale di Slow Food Lunigiana, nel corso della quale sono state messe le basi per una nuova collocazione dell’associazione nel panorama promozionale del nostro territorio. Quali siano stati negli ultimi anni i meriti di Slow Food per lanciare nel panorama nazionale quanto di meglio la Lunigiana sappia proporre è stato ed è sotto gli occhi di tutti, anche se la pandemia ha messo evidenti limiti ad un’azione comunque incisiva che, al momento, per motivi non solo locali, meritava un’adeguata attenzione. è infatti in fase di riorganizzazione tutto il terzo settore per cui associazioni come Slow Food, che comunque operano nel sociale, hanno come obiettivo quello di inserirsi con tutti i titoli necessari nel nuovo contesto organizzativo. Da qui l’esigenza non solo di fare il punto sulla programmazione in divenire, ma soprattutto di confrontarsi con gli organismi regionali e nazionali per compiere i passi necessari per essere al passo con i tempi. A Podenzana, infatti, oltre a numerosi iscritti, era presente anche Francesca Baldereschi, membro del direttivo regionale, ma in particolare coordinatrice nazionale di Slow Food Network hub che si interessa in particolare dello sviluppo dei Presidi e dello sviluppo dei soci.

Dopo gli adempimenti di rito, pilotati dal presidente d’occasione Felicino Ibatici, supportato dal segretario Emanuele Sordi, l’assemblea, dopo la relazione sull’attività svolta del fiduciario in carica, Matteo Podenzana, ha votato anche il congelamento della situazione attuale della Condotta affidando allo stesso il compito di traghettare la struttura verso la nuova organizzazione con la trasformazione in Associazione Promozionale Sociale (APS) con tutti i crismi previsti dalla normativa ed in piena consonanza con gli organismi preposti. Il dibattito a seguire ha messo in evidenzia la chiara volontà di proseguire nel percorso che ha caratterizzato l’attività pregressa, con l’intento, però, di dare nuova vitalità all’azione della Condotta non solo rilanciando i tre presidi già operativi, l’Agnello di Zeri, la Marocca di Casola e il Testarolo di Pontremoli, ma di seguire e potenziare il settore delle Comunità di cui la Lunigiana è stata, non solo in Toscana, una delle più convinte sostenitrici. La Dott.ssa Baldereschi ha evidenziato che, come successo in altre realtà nazionali, il processo di riconversione in APS non sarà dei più semplici anche perché mancano ancora precisi riferimenti centrali cui attingere per risolvere i problemi locali. è chiaro, però, che le problematiche aperte in una zona come la Lunigiana sono di estremo interesse e meritano non solo di essere rilanciate, laddove occorra, ma anche di cercare di individuare sempre nuove realtà che caratterizzino il territorio per dare quell’impulso innovativo che permetta di rappresentare al meglio la nostra terra nelle tante occasioni che l’azione di Slow Food centrale è in grado di offrire e in cui la Condotta della Lunigiana si è sempre distinta. Le prospettive aperte sul futuro prossimo, infatti, restano numerose e tutte di grande interesse, soprattutto in una fase in cui, con il prevedibile superamento delle difficoltà interposte dalla pandemia, l’azione di associazioni come Slow Food hanno la possibilità di tornare pienamente operative e di promuovere quanto permetta a chi intenda agire di dare comunque il meglio di sé. Obiettivo questo in linea con le intenzioni della Condotta lunigianese che andrà a riformarsi probabilmente già nella prossima primavera con un programma in piena gestazione che, partendo, come detto, dalle piccole cose, potrà continuare a pensare in grande secondo tradizione. (lb)



