Nello scorso fine settimana calo delle temperature in Lunigiana con neve anche a bassa quota

L’ultima domenica di novembre ha recato, quasi d’improvviso, tutto il freddo che finora era stato risparmiato dal tardo autunno, per nulla inteso ad anticipare qualche segnale d’inverno. L’unico cenno in tal senso era venuto giovedì 25, quando all’oscurità atmosferica si erano unite la bassa temperatura delle ore diurne, la pioggia e pure la neve, caduta localmente anche sotto quota 1000. I successivi giorni di venerdì 26 e sabato 27, benché grigi e a ll’insegna di pioggia intermittente piuttosto debole – fatta eccezione per un temporale grandinigeno occorso fra La Spezia, S. Stefano e la zona di Aulla intorno alle ore 18:30 di sabato – non avevano ancora dato una svolta decisiva alla fase perturbata in corso. Domenica mattina, poi, fino quasi alle 11, nuvole distratte hanno permesso l’affacciarsi di frequenti occhiate di sole, illusorie di un prosieguo più benevolo della giornata festiva. Da quell’ora in avanti, le condizioni di instabilità hanno bruscamente rovesciato al suolo l’aria gelida artico-marittima affluita. L’attività temporalesca, con rovesci di pioggia non forti, ma conditi da grandine a più riprese, si è protratta, in trasferimento da W a E, dal tardo mattino fino a metà pomeriggio. Intorno alle ore 14, la neve tonda (graupel), nelle tipiche forme pallottolari simili al polistirolo, è scesa fino a fondovalle; la temperatura, in pieno giorno, si è portata vicino a 0°C anche a quote basse e a -6°C sull’alto Appennino, dove un manto di neve si è accumulato per 25-30 cm.
Sul far del tramonto, le ampie schiarite in avanzata da ponente hanno detto stop alla sequela dei fenomeni e dato il via ad una lunga, gelida notte. L’assenza totale di vento e l’umidità pressoché a saturazione sono stati gli ingredienti per uno dei più abbondanti depositi di brina degli ultimi anni, essendo oltretutto l’ambiente bagnato o cosparso di grandine o neve tonda in seguito alle precipitazioni appena terminate. Se la prima, leggera brinata risaliva al 15 ottobre, si è quindi dovuto attendere la fine di novembre per vedere la seconda, che si è unita alla gelata per la temperatura scesa sotto zero. La persistenza per molte ore (14 ore a Pontremoli, tra le 18 di domenica e le 8 di lunedì) della situazione di gelo unito a forte umidità ha così restituito una scena invernale per il biancore dei tetti, dei prati, delle strade e delle auto ‘glassate’ dal gelo brinoso, il tutto al cospetto dei monti perfettamente ricoperti di candida coltre nevosa. Le temperature minime, attestatesi sugli alti gioghi dell’Appennino fra -5°C e -8°C, hanno avuto modo di scendere a valori fino a -3°C/-4°C anche nel fondovalle per le motivazioni esposte. Si tratta, in ogni caso, di temperature non insolite per la fine di novembre al termine di una notte serena e dopo un afflusso di aria gelida: quando l’inverno ha voglia di anticipare sul serio, si è visto in passato che, a fine novembre, si possono registrare nelle valli anche punte di -8°/-10°C. (Maurizio Ratti)



