Aperti gli impianti sciistici tra timori e speranze

A Zeri, lo Zum riaccoglie gli sciatori anche se non mancano paure legate sia alla poca neve che alla situazione pandemica. A Cerreto buona la ripartenza con la richiesta di Green Pass anche negli impianti di risalita dove non è obbligatorio

Zum Zeri
Zum Zeri

La neve che è arrivata nei giorni scorsi, sia pure in forma di sottile spolverata, sino al piano ha fatto inevitabilmente alzare gli occhi verso le montagne per vedere come si presentava la situazione nelle vette nostrane. E quelle cime innevate avranno senza dubbio fatto scattare sull’attenti gli amanti della montagna che, dopo un anno di stop totale, si sono messi ad affilare le lamine degli sci per tornare sulle piste che sono aperte senza limitazioni di ingressi se il comprensorio sciistico è in zona bianca o gialla. È, fortunatamente, il nostro caso ed anzi per quanto concerne Zum Zeri non ci sarà nemmeno bisogno del Green Pass (“super” o normale che sia) per poter inforcare gli sci. Infatti, come ci spiega Maurizio Viaggi, direttore dell’impianto dello Zum Zeri, nella struttura lunigianese non ci sono impianti di risalita con le chiusure che imporrebbero l’esibizione del Green Pass “sia la seggiovia che lo skilift sono aperti e utilizzabili singolarmente. Ovviamente per poter accedere al rifugio e al ristorante è obbligatorio il possesso del Green Pass”.

La seggiovia su di una pista della stazione sciistica di Zum Zeri
La seggiovia su di una pista della stazione sciistica di Zum Zeri

L’impianto zerasco è stato riaperto dal 5 dicembre, anche se al momento limitatamente al campo scuola “abbiamo scelto quella data perché ha un valore fortemente simbolico. Infatti il 5 dicembre del 1971 è partita l’avventura dello Zum con lo skilift del Camposcuola ed una manovia dalla chiesetta. Abbiamo voluto ricordare l’impegno dei pionieri di allora e festeggiare così i 50 anni di vita dello Zum Zeri con i tanti traguardi importanti maturati nel suo cammino”. Certo il presente appare ora piuttosto complicato, non solo per la questione pandemica ma anche per la neve, per ora in quantità ancora non sufficiente a garantire la piena funzionalità degli impianti “la speranza è che ci sia presto una nuova nevicata. Comunque noi ci stiamo attrezzando, passo dopo passo, per essere pronti in vista delle vacanze natalizie. Il 18 dicembre riapriremo lo skilift e poi in prossimità del Natale tutti gli impianti e le piste da sci. Ci auguriamo che nel frattempo il meteo ci dia una mano, altrimenti saremo costretti a sparare la neve artificiale”.

Una pista della stazione sciistica di Zum Zeri
Una pista della stazione sciistica di Zum Zeri

Viaggi non fa mancare una nota polemica, soprattutto su come sono stati gestiti i ristori “a realtà come la nostra non è arrivato praticamente niente. Da un lato perché c’è la presenza del ristorante che non ne fa un impianto sciistico “puro”. E dall’altro perché nella stagione sciistica precedente (quella 2019-2020) c’era stata poca presenza a causa della scarsità della neve. In pratica sono stati aperti soli i campi scuola per le scolaresche, ma sono prestazioni che non facciamo pagare e quindi non rientrano nei rimborsi. Mi dispiace dirlo – conclude Viaggi – ma sono ristori che sono stati pensati per i grandi impianti sciistici alpini e non per piccole realtà”. Per questo c’è preoccupazione per il prossimo futuro con il rischio della chiusura degli impianti sciistici se la situazione dovesse peggiorare “è chiaro che la difesa della salute è la priorità. Ma una chiusura va valutata con molta attenzione perché sarebbe il disastro per l’economia di montagna. Pensare di dover affrontare un’ulteriore stagione chiusa vorrebbe dire danneggiare fortemente l’economia del territorio e delle tante attività collegate al nostro impianto sciistico”.

La stazione sciistica di Cerreto Laghi
La stazione sciistica di Cerreto Laghi

Cambiando zona dell’Appennino passiamo per Cerreto Laghi dove sono stati riaperti sabato 11 dicembre gli impianti dopo due anni di stop. “Abbiamo già avuto una buona affluenza per essere stato il primo week end di apertura – afferma Marco Giannarelli, titolare della Turismo Appennino che gestisce gli impianti a Cerreto Laghi – la gente è arrivata, non si è lasciata spaventare dalla nevicata di venerdì. Ci ha fatto molto piacere vedere a Cerreto anche tanti reggiani, per noi è un segnale molto positivo”. Ancora chiusi, invece, gli impianti di Febbio per rallentamenti nelle opere di manutenzione degli impianti. Una forte emozione ha accompagnato la giornata di riapertura delle stazioni sciistiche, bloccate prima per la mancanza di neve e poi per l’aggravarsi della situazione pandemica. “Avevamo proprio bisogno di ripartire e ritrovare la speranza per tutto il comprensorio”, continua Giannarelli, che per Cerreto Laghi ha scelto una via prudenziale sull’accesso agli impianti. Anche se per seggiovie aperte, come detto, le direttive nazionali non impongono la necessità del Green Pass, a Cerreto, dove tutte le seggiovie sono di questo tipo, si è scelto di chiederlo comunque per accedere. “Non abbiamo avuto problemi di code – spiega Giannarelli – ma ci sono stati alcuni utenti che hanno storto un po’ il naso a questa richiesta, sottolineando che non era obbligatoria. È vero: è stata una scelta nostra, ma siamo convinti che sia troppo importante tutelare l’incolumità di tutti e siamo fermamente convinti che sia una scelta giusta”. Ora le piste di Cerreto saranno aperte tutti i giorni per tutto il periodo delle feste.

(Riccardo Sordi)

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