Individuata anche in Lunigiana la Vespa Velutina

Un calabrone proveniente dal sud est asiatico che rappresenta un nuovo gravissimo pericolo per le api e per gli altri impollinatori

Un apicoltore, addetto, mentre sta procedendo alla distruzione del nido della Vespa Velutina
Un apicoltore, addetto, mentre sta procedendo alla distruzione del nido della Vespa Velutina

Come purtroppo era prevedibile, nei mesi scorsi, anche in Lunigiana, è stata certificata la presenza di famiglie di Vespa Velutina, una nuova specie di calabrone proveniente dal Sud Est asiatico che, per la sua natura, si propone come un ulteriore elemento di gravissimo rischio per gli equilibri ecologici del nostro territorio e non solo. Il vero pericolo è rappresentato dal fatto che la Velutina si nutre quasi esclusivamente di api e degli altri insetti impollinatori in quanto, nelle sue fasi riproduttive, ha un elevato bisogno di zuccheri e proteine che raccoglie, come tutti gli imenotteri, anche sui fiori, ma preferibilmente guarda proprio agli impollinatori come riserve garantite di cibo già pronto all’uso. A partire da febbraio e fino ad autunno inoltrato questa vespa può catturare giornalmente un numero elevatissimo di api e, per farlo, si piazza di fronte agli alveari dove afferra le api che rientrano nel nido. Quando l’infestazione di Velutina raggiunge i livelli di saturazione può accadere che di fronte ad una singola arnia stazionino più esemplari del predatore al punto che le api, intimorite, non escono più dal nido mettendo, quindi, fine al raccolto di nettare e polline e interrompano la produzione del miele necessario al sostentamento della famiglia, con evidente rischio nel breve della morte della famiglia stessa.

Il particolare del nido della Vespa Velutina
Il particolare del nido della Vespa Velutina

Questa in sintesi la situazione che si viene prospettando anche in Lunigiana dove la individuazione nei comuni d Mulazzo e Villafranca delle prime colonie lascia intuire che l’infestazione sia già in atto con prospettive drammatiche. La Velutina, infatti, ha ritmi biologici completamente diversi dai suoi simili perché, mentre per le api e i calabroni la famiglia è composta da una regina che produce operaie per il sostentamento della famiglia stessa, nel caso della Velutina la regina riproduce ogni stagione, oltre alle operarie addette alla costruzione dei nidi, anche un numero impressionante di nuove regine, addirittura molte migliaia di esemplari nell’annata. Come si può capire i margini di diffusione sono, quindi, elevatissimi, con conseguenze davvero difficili da comprendere. è evidente, allora, che il problema non è solo legato alla sussistenza dell’apicoltura e alla conseguente produzione di miele, per altro decisamente significativa per la Lunigiana vista la presenza della DOP del Miele di acacia e castagno, ma anche alla probabile riduzione delle moltissime varietà di insetti impollinatori la cui funzione, a fianco di quella delle api, resta fondamentale per le diverse produzioni agricole che vanno dalle frutta arboree nelle loro pluralità alle varietà di prodotti che giungono poi sulle nostre tavole. Un problema da sempre aperto soprattutto nelle zone delle grandi pianure agricole dove in passato l’uso indiscriminato di fitofarmaci portò alla distruzione quasi totale proprio degli impollinatori con la necessità di ricorrere ad espedienti alternativi per l’impollinazione delle piante.

Stefano Fenucci, referente in Lunigiana per la lotta alla Velutina.
Stefano Fenucci, referente in Lunigiana per la lotta alla Velutina.

Ora, il problema, però, si sposta su un altro fronte perché non si tratta più di usare il buon senso, ovvero di proibire l’uso di pesticidi, ma ci troviamo di fronte ad un evento del tutto naturale difficile da contrastare sia perché i nostri insetti non sono attrezzati alla difesa spontanea come i loro cugini asiatici, sia perché i metodi di contrasto artificiali sono praticamente quasi ancora tutti da inventare. Ne sanno qualcosa gli apicoltori del Ponente ligure, area nazionale dove la Velutina è apparsa per la prima volta in Italia ed ha creato problemi enormi che sono serviti però per mettere in atto espedienti che stanno dando risultati significativi, anche se non definitivi: dall’uso dei già noti tappi gialli, grazie ai quali negli ultimi anni è stata contrastata la presenza di diversi predatori e infestanti, come i calabroni o la mosca dell’olivo, alle trappole a base di colle e cibi proteici. è chiaro, però, che occorre qualcosa di più e in questo senso ci si sta già muovendo. Come riferisce Stefano Fenucci, referente sul territorio per la lotta alla Velutina, si stanno sperimentando veleni mirati per aggredire direttamente le famiglie attraverso le predatrici, o microchip da applicare ad esemplari che permettono di individuare i nidi per procedere poi alla loro distruzione. Questa sembra la fase più interessante perché porterà al monitoraggio dell’infestazione sull’intero territorio, operazione che dovrà, però, trovare anche la collaborazione di noi tutti, specialmente di coloro che abitano le periferie o in prossimità di aree verdi, e di quanti sono soliti fare escursioni naturalistiche affinché cominciano a guardare in alto e in caso di necessità possano segnalare ai responsabili locali (tel.: 338 1930802) l’eventuale presenza sulle piante di strutture anomale che potrebbero proprio essere nidi di Vespa Velutina che, però, dovranno essere eliminati solo da addetti preparati.

Luciano Bertocchi

Simile ai nostri calabroni ma più piccola e scura

La vespa Velutina
La vespa Velutina

Si tratta di un imenottero della famiglia delle vespe, molto simile ai nostri calabroni, ma più piccolo, non supera, infatti, i tre centimetri, e con una colorazione più scura, è detto, infatti, nigrothorax, caratterizzata da una sola ampia banda gialla sull’addome che ha al centro un triangolo con il vertice verso il basso. Come il parente europeo è dotato di pungiglione e, anche se le sue punture non rappresentano un rischio elevato, almeno per le persone non allergiche, è molto più aggressivo con l’uomo e, quindi, occorre molta attenzione nei possibili contatti.

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