Un evidenziatore “green” realizzato con prodotti lunigianesi

Un progetto realizzato dai ragazzi del liceo “da  Vinci” in collaborazione con l’azienda “Spicchio di lana” di Mulazzo

L’evidenziatore realizzato dai ragazzi del Liceo Scientifico “da Vinci” di Villafranca
L’evidenziatore realizzato dai ragazzi del Liceo Scientifico “da Vinci” di Villafranca

Dall’agrievidenziatore alla prima birra al carciofo, dal pecorino in trincea al drone impollinante, dal patto di resilienza per la Montagna Pistoiese alla canapa 5.0 Hi-tech. Sono queste le sei idee dei giovani geni creativi che in Toscana hanno sfidato la crisi causata dal Covid, premiate con l’Oscar Green Toscana 2020, il premio promosso da Coldiretti Giovani impresa arrivato alla quattordicesima edizione che punta a valorizzare il lavoro di tanti ragazzi che hanno scelto per il proprio futuro l’agricoltura. Tra i premiati anche l’evidenziatore tutto naturale, creato con i prodotti del territorio e realizzato dai ragazzi dalla 3° Liceo di Scienze Applicate del “da Vinci” di Villafranca, guidati dalla professoressa Manfredi, assieme ad Elisabetta Neri e Loredana Capponi e con la preziosa collaborazione dell’esperta green, Monica Ricco, il tutto in collaborazione con l’azienda “Spicchio di lana” di Cristina Castellazzi, che si trova a Mulazzo.

Un prodotto che si è meritato il primo premio nella categoria “Noi per il sociale”. Il nome dell’articolo ‘inventato’ è “Moon Marker” in onore della Terra della Luna, si tratta di un prototipo di evidenziatore costruito con prodotti locali: il feltro di lana, la canna comune, il miele della Lunigiana. Il prodotto viene poi presentato in una confezione regalo di tre pennarelli di colore diverso avvolti nella juta, diventando cosi anche una campagna social. “L’idea di un evidenziatore green è nata dal desiderio di valorizzare il nostro piccolo territorio con le sue innumerevoli aree, poco contaminate e ricche di vegetazione – hanno raccontato gli studenti – utilizzando esclusivamente materiali naturali del posto. Il prodotto della nostra start up è pensato per consumatori come noi studenti, che ogni giorno utilizziamo evidenziatori dannosi all’ambiente, e il nostro ‘end point’ prioritario è proprio quello di limitare il problema attraverso un materiale di cartoleria che presenti caratteristiche importanti dal punto di vista green, essendo 100% ecosostenibile e biodegradabile”.

La sede del liceo "da Vinci"
La sede del liceo “da Vinci”

A raccontare il percorso che ha portato alla realizzazione dell’evidenziatore ci ha invece pensato la professoressa Loredana Capponi del liceo villafranchese “un progetto ad ampio raggio perché i ragazzi dovevano non solo realizzarlo ma anche curarne la promozione e la vendita, creando le varie figure responsabili di un’azienda”. La creazione del prototipo è stata fatta nel laboratorio di scienze del liceo scientifico “l’involucro dell’evidenziatore è stato realizzato con due pezzi di canna di bambù di circa 15 cm, lavorati di modo che si incastrino alla perfezione” involucro che è stato poi sigillato con la cera d’api e al suo interno è stato poi inserito un feltro di lana (fornito dall’azienda “Spicchio di lana”) imbevuto di sostanze per darle il colore. “Si tratta tutte di sostanze naturali – sottolinea la Capponi – i colori sono stati ottenuti con barbabietola rossa, erbe di campo, vino rosso, curcuma, curry e caffè. I pigmenti sono stati estratti utilizzando alcol a 95° (passaggio obbligatorio altrimenti il colore marcisce all’interno del feltro) e poi, dopo aver filtrato il tutto, con una siringa, la si è iniettata nella lana, creando così l’evidenziatore”.

Cristina Castellazzi,  nella tenuta della sua azienda “spicchio di lana” a Mulazzo
Cristina Castellazzi, nella tenuta della sua azienda “spicchio di lana” a Mulazzo

Un lavoro delicato ma creativo che ha dato notevoli soddisfazioni ai ragazzi del Liceo, che si sono divertiti nella promozione del prodotto realizzando un rap (visibile sulla pagina instagram moon.maker) dove oltre a raccontare le caratteristiche del prodotto, si sono concentrati nell’evidenziare le doti di resilienza necessarie in questo periodo di quarantena. Ma non solo, questo cammino è stato importante per loro “si sono appassionati nella ricerca dei materiali del territorio e nello scoprire le aziende che hanno una vocazione ambientale”. Come, appunto, l’azienda “Spicchio di lana” nata dieci anni fa “una scelta fatta per passione – dice Cristina Castellazzi – ci siamo trasferiti con mio marito per dar vita a questa azienda dove produciamo olio, prodotti ortofrutticoli e alleviamo pecore massesi da cui ricaviamo la lana a cui faccio la tintura naturale. È stato molto bello e stimolante questo contatto con i giovani e mi auguro che si possa creare un percorso virtuoso per avvicinare i ragazzi all’agricoltura e all’allevamento”. (r.s.)

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