L’indispensabile e rigoroso rispetto delle regole contro covid 19 non spenga la speranza e la fiducia

Intervento del dott. Paolo Gulisano, epidemiologo a Lecco

45gulisanoA proposito di covid 19 in un’intervista trasmessa da Bioblu il 14 novembre Paolo Gulisano epidemiologo presso l’Azienda socio sanitaria territoriale a Lecco, storico della medicina, puntualizza alcune dati e riflessioni. Il medico è anche scrittore e due volte è venuto a Pontremoli a presentare due suoi libri, uno sul monachesimo irlandese colombaniano e uno su Tolkien e la letteratura dell’immaginario.
L’umanità ha sempre convissuto coi virus, ma il covid 19 è molto contagioso e nocivo perché c’è stato un salto di specie da animale selvatico all’uomo, che è privo di apparato immunitario come ha con gli animali domestici coi quali convive da millenni. Si trasmette col respiro e il rimedio immediato e fondamentale è la mascherina, l’igiene ambientale e l’isolamento, si stanno allestendo i covid hospital, versione attuale dei lazzaretti per chi ha positività al virus a bassa carica e non ha possibilità di stare isolato in casa propria.
Nella cultura occidentale il rapporto con la malattia è individuale, ora invece la malattia è collettiva, la risposta è la “clausura” in attesa assoluta, fideistica del vaccino. Questo terrore del contagio sta creando molti e gravi danni, non si garantiscono a tutti le cure di altre malattie importanti e si sono moltiplicate forme di disagio psicologico fino alla depressione per solitudine, perdita di speranza, immobilità, gravissimo è l’isolamento degli studenti costretti ad una didattica a distanza che stravolge l’azione educativa. Sono condizioni che incidono anche sulle difese immunitarie aumentando il danno.
Non meno gravi il dissesto economico e l’incertezza del futuro. Nei momenti cruciali bisogna stare ai dati scientifici oggettivi. La malattia da corona virus si può curare, funziona bene la terapia con l’ossigenazione, l’uso di steroidi, antiaggreganti, ozono; avere il tampone positivo non vuol dire malattia, il rapporto tra contagiati e deceduti ha tasso 0,06%, si possono fare piani preventivi e ci sono più vaccini in preparazione. Perché si è costruita una grande paura mediatica?
Sta diventando insopportabile questo monopolio informativo sul covid, un eccesso di catastrofismo che non c’è mai stato per altre letali pandemie. La spagnola fece 50 milioni di vittime in un anno, l’asiatica 40 milioni, l’AIDS 30, ma non ci fu altrettanto fattore paura e corsa accelerata al vaccino. Il medico Gulisano richiama con forza al dovere della prudenza e al rispetto di tutti i rimedi praticabili, ma richiama anche alla responsabilità di portare coraggio e fiducia, senza che l’emergenza spinga a forzature inverosimili. Ci sono perplessità di altro tenore che è bene dire, pur rigettando ipotesi di complottismo o di virus sfuggito a manovre di laboratorio.
Qualcuno parla di “guerra batteriologica a bassa intensità” che può bloccare un’economia, ipotesi difficile da verificare. Preoccupante è il fattore paura che, con eterogenesi dei fini, potrebbe essere usato per controllare subdolamente il cittadino nelle sue libertà personali fino a minare le coscienze. Non si vuole uno Stato che governi gli affetti, entri in casa e perfino nel talamo nuziale!

Maria Luisa Simoncelli