Quando il Granduca Pietro Leopoldo soggiornò a Zeri

Inaugurata a Coloretta una lapide che ricorda la visita del luglio 1786

La lapide che ricorda il passaggio del Granduca Pietro Leopoldo a Coloretta
La lapide che ricorda il passaggio del Granduca Pietro Leopoldo a Coloretta

Era il 18 luglio 1786 quando Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena soggiornò a Zeri assieme alla moglie Maria Luisa di Borbone: il granduca di Toscana era impegnato in un capillare viaggio per conoscere di persona i propri territori, lo stato dell’economia e la condizione della gente che vi abitava. Una iniziativa inconsueta, che quello che di lì a quattro anni sarebbe diventato imperatore del Sacro Romano Impero aveva intrapreso per conoscere e basare così le proprie leggi anche su quelle conoscenze. Una data storica per una realtà già allora periferica come Zeri, ma dai più dimenticata e che ora viene riproposta pubblicamente con l’apposizione di una targa al “Questè”, il nucleo storico di Coloretta, dove il Granduca e la consorte soggiornarono in una delle case affacciate sulla piazzetta interna. La targa è stata inaugurata lunedì 24 agosto e, come ha ricordato il sindaco Cristian Petacchi, è stata finanziata dalla Regione Toscana alla quale il Comune si era rivolto affinché sostenesse l’iniziativa sollecitata al primo cittadino di Zeri dagli alunni delle scuole comunali.

Il momento della scopertura della lapide con il sindaco di Zeri, Cristian Petacchi
Il momento della scopertura della lapide con il sindaco di Zeri, Cristian Petacchi

Già, perché tutto era nato da un incontro nelle aule di Patigno tra alunni, insegnanti e Davide Filippelli che era stato chiamato a raccontare le vicende storiche che a cavallo tra Sette e Ottocento avevano portato alla costituzione del Comune autonomo di Zeri. Filippelli, che di quel territorio è stato sindaco tra il 2007 e il 2012, ha fissato quegli avvenimenti nel libro “Zeri. Un’autonomia nata dalla Rivoluzione Francese”, individuando la data precisa e destando la curiosità dei giovani delle scuole e delle loro insegnanti, tutti particolarmente incuriositi del fatto che in epoche così remote un uomo importante come il granduca Pietro Leopoldo che di lì a poco avrebbe seduto sul trono imperiale potesse trovare il tempo per intraprendere il lungo e non certo comodo viaggio per arrivare a Zeri da Firenze. Da quell’incontro dello scorso anno era dunque nata l’idea di collocare una lapide a Coloretta quale traccia visibile di quell’avvenimento. Di quel viaggio restano le relazioni del granduca che oltre a descrivere i territori esprime giudizi sulle popolazioni incontrate. Vale la pena ricordarne qualche brano: “… Le due valli più popolate e più coltivate sono quelle di Zeri e Rossano, che confinano con il Genovesato”, scrive Pietro Leopoldo, che poi continua: “sono armigeri quelli abitanti e sono in continua guerra con i genovesi che odiano a morte” e ancora “… il popolo, in specie nella valle di Zeri, è armigero, poco dedito alla subordinazione e portato a fare dei complotti, il che proviene dalla facilità di andare fuori confine”. Alla cerimonia di scoprimento della targa oltre al sindaco e a Davide Filippelli hanno partecipato il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale Giacomo Bugliani e una buona rappresentanza della popolazione tra la quale spiccavano i giovani, primi “responsabili” dell’iniziativa. (p. biss.)