I sei libri del 68° Premio Bancarella

i sei libri finalisti del Bancarella 2020
i sei libri finalisti del Bancarella 2020

Incertezze e timori sono ormai alle spalle e l’appuntamento con il Premio Bancarella ci sarà e sempre nel suo contesto tradizionale, piazza della Repubblica a Pontremoli.
Certo, le misure di sicurezza per il persistere della pandemia da coronavirus hanno imposto scelte inconsuete e un’organizzazione diversa, ma la sera di domenica 19 luglio la 68.ma edizione del Premio letterario avrà un vincitore.
E come tradizione ecco anche quest’anno la nostra presentazione dei sei libri in lizza per contendersi l’ambita statuetta del San Giovanni di Dio, patrono dei librai.
Come noto la sestina finalista era stata scelta nei primi giorni dell’aprile scorso dai componenti il comitato preposto sulla base delle segnalazioni arrivate dai Librai Pontremolesi e delle Bancarelle di concerto con la Fondazione Città del Libro.

 

Stefano Ardito
ALPINI Una grande storia di guerra e di pace (Corbaccio)

28bancarella_ArditoL’autore si definisce “giornalista, scrittore, fotografo e documentarista”, appassionato di montagna, camminatore, alpinista e viaggiatore, autore di pubblicazioni e guide turistiche. Si cimenta in questo caso con un libro sulla storia degli Alpini, storia e non epopea, che si svolge in un racconto per fatti ed avvenimenti di oltre un secolo di storia italiana su scenari internazionali. Fronti di guerra fino alla prima metà del Novecento e, successivamente, di pace. Si comincia ad Adua su “gli aridi dossi dell’altopiano etiopico”, in quel Corno d’Africa dove i “migliori soldati da montagna dell’Europa moderna” nati ventiquattro anni prima, subiscono nel 1876 una pesante sconfitta che, loro malgrado, passerà alla storia. In quella “Caporetto africana” più di quattromila militari italiani perdono la vita! Gli scenari dei capitoli successivi cambiano, diventano più familiari: sono quelli dei fronti della Grande Guerra sulle Alpi, dal “primo sangue” fino al Piave e alla vittoria. Gli anni successivi portano alla nascita dell’ANA e al controverso rapporto e confronto con il Fascismo; e poi le guerre di aggressione al di là dell’Adriatico e in Russia. E dopo l’8 settembre ci sono le penne nere protagoniste della Resistenza ma anche quelle della “Monterosa” fascista: Ardito non tralascia questa pagina di tragica “guerra civile”. Dopo guerra si guarda al nuovo ordine mondiale: gli Alpini sono protagonisti nella Nato, ma anche in decine di missioni di pace nel mondo. E poi il ben noto impegno delle penne nere, in armi o congedate, in tutte le regioni d’Italia quando c’è bisogno di portare aiuto nelle piccole avversità quotiane come nelle grandi calamità.

 

Francesco Carofiglio
L’ESTATE DELL’INCANTO (Piemme)

28bancarella_CarofiglioLa protagonista di questo romanzo è la quasi novantenne Miranda con la narrazione del romanzo che è suddivisa su due piani temporali: il presente e il passato. Miranda ci porta infatti con i suoi ricordi ad un momento particolare della sua vita, l’estate dei suoi dieci anni. Siamo nel 1939 e con la madre da Firenze raggiunge la casa del nonno paterno, il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi. Qui vive un’estate spensierata insieme al suo nuovo amico Lapo, il nipote del fattore, a stretto contatto con la natura, dove scoprirà l’incantevole mondo della campagna e la magia del bosco. Lei e il nuovo amico affronteranno avventure temerarie, come il bagno nel lago o l’escursione ad una casa abbandonata, le scorribande in bicicletta, il primo, innocente bacio. Ma il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti che l’anima di bambina vede o crede di vedere. E la foresta compare sempre, e misteriosamente, nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare. Il presente scivola spesso nella descrizione del passato, con un piacevole passaggio da un tempo all’altro che non ostacola la lettura e la comprensione. Al piano di lettura dell’infanzia felice e spensierata si contrappone quello della Miranda anziana, consapevole di aver già vissuto la maggior parte della sua esistenza, ottimisticamente rassegnata al termine dei suoi giorni. Una storia narrata con uno stile delicato ed evocativo, con la tecnica del flusso di coscienza, in cui l’autore fa trasparire le sensazioni, i sentimenti, le emozioni della protagonista.

Desirèe Cognetti
UN STORIA CHE PARLA DI TE (Dea Planeta)

28bancarella_CognettiLa storia vera di una bambina, Dèsirèe appunto, che della spensieratezza tipica dei bimbi ha vissuto solo brandelli, subito offuscati dalle alterne vicende della vita. A lei piace ordinare le foto nell’album dei ricordi. In primo piano, senza mai cambiare posto, quella del matrimonio dei genitori, mentre babbo accarezza dolcemente il ventre della mamma, culla di Dèsirèe. Una famigliola che vive in una casa, in cui scodinzola un cane, ubicata sopra una panetteria da cui giunge l’aroma buono del pane fresco. Ma, in fretta, tutto cambia quando cominciano a varcare la soglia “amici strani” che, senza scrupoli, infilano aghi, nel braccio della mamma. Alcol e droga infatti cambieranno la vita di Flavia e Umberto spezzando i sogni legittimi di una bimba sensibile che doveva crescere in fretta. Il mondo pare andare a picco, pesare molto sulle esili spalle di Dèsirèe. Gli spacciatori non mollano la preda ed un giorno mamma Flavia conosce Hassan, drogato fino alle viscere. Dal loro rapporto malato nasce Zakaria: “un chicco di caffè” per la sorellina. Un cucciolo da proteggere e amare, indipendentemente dal colore della pelle, fino al giorno in cui avviene l’adozione per volere degli assistenti sociali. In questo libro l’autrice si mette a nudo con un coraggio ammirevole che lascia senza fiato. Quasi un diario intimo che mescola lo ieri all’oggi, mentre assale il domani con la forza indomita di una donna che, nonostante l’inferno non perde la voglia di amarsi, di farsi amare e di uscire vincitrice dalle pieghe avverse dell’esistenza. Un ultimo desiderio per Dèsirèe: riabbracciare il fratello per inserire l’ultima foto nell’album “Una foto, dice, di me e di te. Adulti e fratelli”. Scrittura scorrevole, senza picchi, capace di toccare le corde più intime del cuore.

Franco Faggiani
IL GUARDIANO DELLA COLLINA DEI CILIEGI (Fazi Editore)

28bancarella_FaggianiDa una notiziola rinvenuta su un trafiletto di giornale ingiallito dal tempo Franco Faggiani ha lavorato di fantasia sulla vicenda vera di Shizo Kanakuri maratoneta in gara per il Giappone alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912, in vantaggio sugli altri atleti a pochi chilometri dal traguardo crollò senza capire lui stesso perché. Con senso di colpa per aver fallito nell’impegno d’onore promesso al padre e all’amato imperatore si diede alla fuga e solo dopo molti anni rintracciato. Il romanzo è fluido e dinamico nel suo intreccio e nel linguaggio, funziona l’effetto sorpresa di fatti e incontri nell’avventura di vita dell’io narrante, personaggio ben strutturato nella sua complessità interiore e nel delicato senso di appartenenza alla natura abitata dai kami, protettive presenze ctonie, che fanno sentire la musica dell’uomo e della terra e tutte le regole taoiste per percorrere la giusta via. L’intreccio narrativo è ricostruito con fedeltà a culture di mondi diversi, in spazi distanti che riportano Shizo, desideroso di natura e capace di interpretare gli alberi, alla collina dei ciliegi yamazakura che crescono solo nelle lande inospitali del nord del Giappone. A piccoli passi per ritrovare se stesso, nel silenzio della foresta dei ciliegi scosso all’improvviso dai furiosi venti artici ritornano i ricordi perduti, si svelano sentimenti inaspettati, si eliminano i pensieri negativi, si capisce che il fascino delle cose sta anche nella loro precarietà e si trovano gli abbracci del sole, le silenziose risposte alla complessità del vivere e delle relazioni umane.

Angela Marsons
LE VERITA’ SEPOLTE (Newton Compton)

28bancarella_MarsonIl libro è un thriller costruito con tutti gli ingredienti specifici del genere, muove da scavi archeologici che restituiscono ossa umane di più corpi. Partono indagini complicate che svelano orrori di estrema brutalità. L’autrice inglese del romanzo è Angela Marsons, lavora con grande perizia di detective, qui affronta il tema dell’odio razziale e del nazionalismo organizzato. La trama è una storia di omicidi, che apparentemente non sono collegati tra di loro, ma nel finale il legame viene svelato ed è davvero sconvolgente per le complicità e le implicazioni sociali ed etiche. Il romanzo è di facile lettura ed è scritto in modo snello, asciutto, senza fronzoli e adatto ad una sceneggiatura cinematografica. I personaggi sono ben delineati ed hanno il loro carattere peculiare che l’autrice ha saputo rendere in modo egregio. La lettura del romanzo è interessante perché mette a fuoco la situazione sociale e politica dell’Inghilterra di oggi in cui sono ancora presenti il razzismo, l’avversione verso i non inglesi e una grave crisi economica. Angela Marsons esprime la paura di avere davanti una comunità capace di compiere crimini dettati dal risentimento verso i diversi che siano immigrati stranieri, omosessuali o altri e dipinge un quadro della realtà inglese abbastanza preoccupante. Tra le righe si può notare anche una critica alla classe ricca del Paese ancora ancorata alle ideologie e agli interessi del colonialismo dell’impero britannico, che fu duro e pieno di sopraffazioni.

Piernicola Silvis
GLI ILLEGALI (Sem libri)

28bancarella_SilvisIn una piovosa serata, a Napoli, due uomini si ritrovano a bordo di una macchina. Uno è il mandante, l’altro è il killer. Ripetono il piano concordato e si separano. Poco dopo, il sicario uccide Raffaele Esposito, un vecchio prefetto in pensione. Da qui parte il terzo thriller di Piernicola Silvis che ha come protagonista Renzo Bruni, un poliziotto dello SCO, il Servizio Centrale Operativo della Polizia, che viene inviato sul posto, assieme alla sua squadra, per risolvere questo caso molto delicato. La vittima, infatti, ha ricoperto incarichi di rilievo nel corso della sua carriera e ci sono voci su di un suo libro in via di pubblicazione che potrebbe mettere in difficoltà gente importante. Ben presto, però, l’attenzione dei poliziotti si sposta su di un avvocato che, per motivi familiari, si trova in grosse difficoltà economiche e per questo motivo è coinvolto in loschi affari con la malavita, fino al punto di cedere alla droga e a torbide relazioni (descritte in scene fin troppo dettagliate). Il tema della collusione della politica e della giustizia con la criminalità organizzata pervade tutto il romanzo, ma ad esso si intrecciano anche storie personali, che riguardano sia i “buoni” che i “cattivi” e spostano l’ambito della storia dal pubblico al privato. Come tutti gli eroi, anche Bruni gestisce le situazioni senza sottostare più di tanto alle strettoie imposte dalle regole, dando l’idea di un superpoliziotto che troverebbe, forse, una collocazione più logica in un distretto di polizia americano che in una questura italiana.

Pagina a cura di Paola Bianchi, Paolo Bissoli, Ivana Fornesi,
Antonio Ricci, Riccardo Sordi, Maria Luisa Simoncelli

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