Per il governo è tempo di passare dai propositi ai progetti

Il tavolo di confronto agli “Stati generali” convocati a Villa Pamphili a Roma
Il tavolo di confronto agli “Stati generali” convocati a Villa Pamphili a Roma

Se non fossimo nel 2020 ma in uno dei mitici anni ’60 o ’70, con tutta probabilità i partiti starebbero lavorando ad un governo “balneare”: un espediente adottato per superare l’impossibilità di varare un esecutivo di largo respiro, rinviando le scelte definitive. Sono cambiati i tempi della politica ma, soprattutto, il panorama mondiale – e quindi anche italiano -, travolto e stravolto dalla nota pandemia, tanto che, ormai, anche i più restii si sono convinti della portata devastante delle conseguenze: sanitarie, sociali, economiche. Così la politica, invece di guardare alla “chiusura estiva”, è costretta a rimandare le ferie e proseguire il lavoro con grande lena.
Passata la fase critica, in Europa non si guarda ad altro che alla ripresa: da qui le discussioni sul come fare per risollevarsi, su quanto e su cosa investire. Uno sguardo al mondo, in verità, dovrebbe renderci un po’ più attenti alle nostre scelte.
In America Latina, per esempio, il numero dei contagi è ancora in forte crescita: si parla di poco più di 2 milioni di contagiati – ma date le condizioni di vita si teme siano ben di più – e di 96.000 deceduti; numeri che sono destinati a salire di giorno in giorno ancora per qualche tempo. Per non parlare dei focolai in Cina e nella vicina Germania.
Sempre più divisi gli studiosi e gli esperti tra chi invita a maggior prudenza e chi inveisce contro chi si ostina a diffondere la paura del virus. Certo, lo scorso fine settimana ci ha detto che in realtà, virus o non virus, sono in molti coloro che stanno già dandosi da fare per recuperare i mesi di forzata inattività e se ciò può essere compreso se ad agire in tal modo è chi deve far quadrare i bilanci, un po’ meno giustificabili sono utenti e clienti che avrebbero tutto l’interesse nell’adottare comportamenti “virtuosi”.
Ma si diceva del sostegno all’economia. Nonostante gli Stati generali (o forse anche a causa di essi), niente di concreto è ancora emerso dal governo e dai palazzi ministeriali. Positivo il fatto che si sia voluto incontrare i diversi protagonisti, un po’ meno positiva è stata valutata, anche da parte di alleati, la voglia di apparire di Conte. Per far rasserenare gli animi, il governo dovrebbe ormai passare a stendere le misure di intervento ritenute necessarie per la ripresa; una cosa non da poco, ma dato che prima o poi si dovrà fare… meglio prima! Non aiuta la lentezza che affligge anche i meccanismi comunitari.
Nella riunione del Consiglio europeo del 19 giugno, nonostante i richiami a “non perdere tempo”, nessun accordo è stato raggiunto: troppo lontane sono ancora le posizioni di alcuni – ormai ben noti – Stati. Tutto è rimandato alla fine di agosto, ma il dubbio che nemmeno quella data possa bastare è molto forte.
Di certo, finché rimangono sulla carta, si può parlare di tutti i miliardi che si vuole: la realtà è altra cosa.

Antonio Ricci

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