La Cooperativa “Torrano Domani” pensa ad una serie di iniziative per rafforzare l’attrattività del territorio

Nel borgo di Torrano è stata recentemente costituita la Cooperativa di comunità “Torrano Domani”. (ne abbiamo parlato nel numero 11 del 14 marzo scorso). Il gruppo promotore della Cooperativa è cresciuto e si è formato nella gestione del Circolo Arci Torrano “Cultura e Solidarietà” in tutti i suoi aspetti organizzativi e amministrativi, ed anche attraverso l’ideazione e la conduzione organizzativa di iniziative ricreative e culturali. Per ora i soci sono 37 ma c’è la voglia di allargarsi a nuovi contributi di idee anche per combattere lo spopolamento che sta vivendo il borgo. “Proporremo – dice il presidente Paolo Fantoni – attività culturali, esperienze naturalistiche, scoperte culinarie e soggiorni nelle case vuote messe a disposizione dai proprietari”. La Cooperativa ha acquistato una vecchia casa all’ingresso di Torrano Valle, un immobile dove già è inserita la sede del circolo. Qui verranno realizzati gli ambienti necessari per le attività della cooperativa e un ristorante, “l’Osteria della memoria”, centro progettuale delle proposte della cooperativa e luogo di socializzazione alla scoperta dei sapori della cucina delle famiglie nelle diverse stagioni. A ciò si aggiungeranno proposte culturali legate alla scrittura, racconto, musica e teatro all’aperto.

Stavano progettando tutto questo quando “le misure di contenimento dell’epidemia ci hanno momentaneamente fermati. La campagna di crowdfunding prevista per febbraio è stata sospesa e rimandata alla fine di settembre. Sospese anche le altre attività in atto, siamo rimasti sospesi noi stessi per quasi un mese senza capire bene cosa stesse succedendo e cosa dovessimo fare”. Dopo alcuni confronti tra i soci hanno evidenziato tre aspetti: “le difficoltà economiche che molti dovranno affrontare a fronte della crisi economica che già si evidenzia; la nuova coscienza ecologica e sociale che speriamo si manifesti in molti italiani e europei; il lavoro da remoto usato per necessità di distanziamento sociale, una pratica, questa, che potrebbe diventare diffusa e consolidata”. Tre aspetti che potrebbero portare molte persone a spostare la propria residenza in luoghi decentrati, piccoli e immersi nella natura. Come Torrano che ha tutte le caratteristiche perché risulti “un territorio ideale come laboratorio e potenziale punto di riferimento per mettere in atto una logica di sviluppo sostenibile e di economia circolare, con processi di innovazione e sviluppo che non dimentichino le identità tradizionali”. In tale contesto un nuovo impegno della cooperativa può maturare perseguendo parallelamente il rafforzamento dell’attrattività del proprio territorio e il suo ripopolamento, due processi che inevitabilmente devono intrecciarsi mettendo in moto un circolo virtuoso. “Tutto questo – conclude Fantoni – ci porta a considerare l’introduzione nel nostro progetto di attività che possano costituire maggiori occasioni di lavoro, prima non previste. Stiamo pensando a orti sociali di una certa dimensione, il recupero e la coltivazione dei castagneti abbandonati, la strutturazione della raccolta dei funghi e altri prodotti del sottobosco, l’allevamento, con le conseguenti lavorazioni e commercializzazioni dei prodotti”.



