Rutilio Grande e san Oscar Romero

El Salvador ricorda e celebra l’amicizia tra due martiri

Mons. Oscar Romero (1917 -1980)
Mons. Oscar Romero (1917 -1980)

“Una grande gioia e un atto di giustizia, desidero ringraziare il Santo Padre”: il cardinale Gregorio Rosa Chávez, vescovo ausiliare di San Salvador e già segretario di mons. Romero, parlando con il Sir, dà voce a tutta la gioia della Chiesa dell’El Salvador che, seppure nel contesto di un duro isolamento per prevenire il contagio, vive settimane irripetibili.
Da un lato, qualche settimana fa, è arrivata la notizia del riconoscimento del martirio del sacerdote gesuita Rutilio Grande e di due contadini che lo accompagnavano: Manuel Solórzano, un catechista settantenne, e il giovane Nelson Rutilio Lemus. Dall’altro, il 24 marzo si è celebrato il quarantesimo anniversario del martirio di san Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, che di padre Rutilio fu amico. Per quel giorno il programma ufficiale prevedeva una messa solenne, presieduta dal cardinale guatemalteco Alvaro Ramazzini, invece c’è stata “solo” una Messa celebrata dall’arcivescovo e trasmessa in tv e sulle reti social. In occasione della ricorrenza del quarantesimo anniversario della morte di mons. Romero, ricorda il cardinale Rosa Chávez, “la Conferenza episcopale salvadoregna ha proclamato un anno giubilare ‘martiriale’, per collegare in un unico filo i martiri dell’El Salvador”.
11santoIl 12 marzo è stato ricordato il 43° anniversario dell’uccisione di padre Rutilio Grande e dei suoi due compagni; dopo il 40° del martirio di mons. Romero, ci saranno altri appuntamenti lungo tutto l’anno per prendere coscienza che il Vangelo si vive per la consegna generosa a Gesù Cristo e ai poveri. In attesa che venga fissata la data della beatificazione, la figura di padre Rutilio Grande merita di essere meglio conosciuta e valorizzata. Va ricordato come formatore di gran parte del clero del Paese, in quanto padre spirituale del Seminario, come persona che operò per incarnare nel contesto salvadoregno il Concilio Vaticano II e la Conferenza di Medellín, come parroco rurale e infine come grande amico di mons. Romero.
Intanto, nell’El Salvador, cresce la speranza che questi eventi facciano crescere un impegno per il cambiamento della situazione del Paese, “che è messo peggio rispetto ai tempi di Romero – dice don Vitali, sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, che conosce molto bene quella nazione -. All’epoca le posizioni erano chiare, oggi c’è una violenza generalizzata”. Non aiuta di certo la recente approvazione della legge sulla riconciliazione nazionale, per chiudere definitivamente i conti con la stagione della sanguinosa guerra civile.
È ancora il cardinale Rosa Chávez ad esprimere il suo giudizio, che si palesa lapidario: “È una legge che non realizza gli obiettivi iniziali, un’amnistia dissimulata. Non guarda alla storia con coraggio, e non affronta il tema della riparazione delle vittime”.

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