A Bagnone un istituto che prepara al mondo del lavoro

Il sindaco Carletto Marconi rivendica la qualità dell’offerta scolastica del “Pacinotti” 

La sede della facciata dell'Ipsia Pacinotti a Bagnone
La sede della facciata dell’Ipsia Pacinotti a Bagnone

L’esempio di credere nella formazione professionale dei giovani, dice il sindaco di Bagnone Carletto Marconi, arriva da molto lontano. Precisamente dallo storico sindaco on.le Andrea Negrari, che, amareggiato nel vedere partire dai nostri paesi tanti giovani alla ricerca di un’occupazione, da uomo di cultura quale era, aveva voluto ed ottenuto a Bagnone un Istituto professionale, quello ancora esistente del “Pacinotti”. Tanto che l’indirizzo “meccanico”, attorno agli Anni Sessanta, quando l’Italia viveva il boom economico, era assieme ad un Istituto di Livorno, davvero all’avanguardia con conseguente, enorme successo. Appena diplomati i ragazzi trovavano subito lavoro rimanendo sul territorio, senza più l’ambascia delle valigie. Nel tempo, dove tutto cambia rapidamente e radicalmente, ogni amministratore ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti della Scuola, quindi dei giovanissimi. Per cui sono stati preparati progetti ad hoc per mettere in sicurezza le nostre scuole partecipando a bandi ed ottenendo finanziamenti fino ad arrivare alla moderna, funzionante opera dell’Istituto Alberghiero, davvero “nostro” fiore all’occhiello.

Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi
Il sindaco di Bagnone Carletto Marconi

Abbandonato il vecchio polo scolastico, gli studenti si trovano attualmente nella sede ex-Inapli, il prossimo anno scolastico avranno le officine attrezzate attigue alla sede. I macchinari sono moderni, rispondenti alla tecnologia e alle attitudini personali degli utenti. Il mercato del lavoro richiede figure specializzate per cui Bagnone, dal punto di vista degli indirizzi professionali, è un’eccellenza”. La partita da giocare tutta intera è, nell’attuale contesto, quella della formazione professionale, non come accessoria, bensì come processo dinamico e continuo. La scuola, del resto, in ogni suo indirizzo, ha il compito di accompagnare ed equipaggiare le giovani generazioni dotandole di bussole di orientamento nella conoscenza delle proprie aspirazioni e dei saperi declinati nelle valenze del conoscere, del fare, del saper fare e dell’essere. Non saperi “minimi”, ma di garanzia atti a fornire il massimo coefficiente di integrazione sociale a vantaggio del lavoro, quindi dell’indipendenza economica, sinonimo di dignità. “Siamo riusciti, chiosa il primo cittadino, ad offrire a discenti e famiglie la settimana corta, con i rientri pomeridiani e il sabato libero. Garantiti i trasporti grazie alla collaborazione fra Provincia, Comune e la stessa Scuola per cui ci battiamo per bloccare l’esodo dei nostri studenti verso altri lidi”. Lungi dal campanilismo sterile, ai campanili va riassegnata la loro specifica funzione, quella di “guardare lontano”avvistando in anticipo ciò che il presente richiede. Occorre riscoprire “le vette”, il gusto del “pensare alto”: culturalmente, educativamente, socialmente e politicamente per operare, nel territorio, in modo concreto ed incisivo.

Ivana Fornesi

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