Pericolosi rigurgiti di razzismo

09razzismo2Non basta lo sgomento e lo sconcerto per tacitare la nostra coscienza di adulti di fronte alle forme più disparate di razzismo. Serve poco, o non serve a niente, commuoverci, meravigliarci e stupirci di fronte a fatti ed avvenimenti che, a ritmi sempre più frequenti ed incalzanti, si affacciano alla nostra attenzione.
“Bambini, vero che è brutto?” È l’orribile frase rivolta ad un bimbo di colore da un insegnante (si fatica a dire e a scrivere la parola “insegnante”) di una Scuola primaria di Foligno. Anche la sorellina, più piccola del bambino, frequentante la medesima Scuola, sarebbe stata fatta oggetto di frasi denigratorie.
Il maestro in questione, Mauro Bocci, con alle spalle un decennio di insegnamento come precario, ed ancora supplente, ha fatto sapere, tramite il suo avvocato, che si è trattato di “un’attività per l’integrazione” finalizzata a far prendere coscienza, ai discenti, del concetto di differenza razziale.
Dichiarazioni che fanno sussultare chi ha ben chiaro il ruolo e la responsabilità dell’insegnante e che, con alta professionalità e rispetto dell’altrui dignità, si prodiga quotidianamente per la formazione delle giovanissime generazioni. Forse vale la pena ricordare al signor Bocci che il rispetto dell’umana dignità non è un progetto da aggiungere, ma una mentalità da costruire; un processo formativo mirato alla valorizzazione delle diversità.
09razzismo1L’interculturalità è prospettiva irrinunciabile della nostra società che non accetta chiusure o, peggio ancora, ghettizzazioni. La scuola dovrebbe essere il luogo privilegiato dell’inclusione, dei corretti rapporti interpersonali nella costruzione di contesti dinamici ed aperti con strategie didattiche favorevoli al dialogo, alla condivisione, alla tolleranza, all’accoglienza delle differenze.
In tempi in cui la comunicazione viaggia velocissima via web, un coro di voci indignate si è levato in tutta Italia, a partire dai compagni del bimbo “dalla pelle scura” e dalle loro famiglie, mentre il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha scritto su twitter “Fatto gravissimo, da condannare, quello di Foligno. È stato subito attivato un provvedimento cautelativo, sospensione disciplinare immediata, nei confronti del docente”.
Anche la politica, in particolare la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, ha asserito che l’episodio suddetto indigna e cozza con la cultura del rispetto dimostrato, da sempre, dalla terra umbra e dalla sua gente. Al caso di Foligno si unisce quello avvenuto a Melegnano (Milano).
Vittima un senegalese di 22 anni, bersaglio, come la sua famiglia adottiva, di scritte offensive come “ammazza al negar”. Stiamo attenti a non sottovalutare i segnali evidenti, o criptici, legati al razzismo che ci giungono quotidianamente.
Non nascondiamoci dietro il dito dell’indifferenza, né dimentichiamo che, nel razzismo, c’è un piano inclinato in fondo al quale attecchiscono xenofobia e stragi di persone. Le nuove generazioni hanno il diritto di crescere in una società in cui ogni “alterità” è preziosa ricchezza. A nessuno è concesso rilassarsi: ogni possibile tentativo di crescita etica, sociale, umana non solo è utile, ma assolutamente doverosa.

Ivana Fornesi