Qui si parla di sopravvivenza: la nostra polemica con Poste Italiane

Davide contro Golia

Roma. La direzione di Poste Italiane all'EUR
Roma. La direzione di Poste Italiane all’EUR

L’articolo pubblicato sul numero del 1° dicembre del nostro settimanale – “Promesse fumose per un servizio in crisi da mesi” -, che trattava dell’incontro tra Poste Italiane e i piccoli Comuni, ha suscitato una risposta da parte dell’ufficio Media Relations dell’azienda che contesta il nostro commento negativo sui risultati del confronto, affermando che, al contrario, si tratterebbe di “un’iniziativa… finalizzata ad inaugurare un nuovo percorso fatto di impegni reali, investimenti, nuovi servizi e opportunità concrete per la crescita economica e sociale del Paese”.
A sostegno di ciò si ribadisce che “l’AD di Poste, Matteo Del Fante, ha presentato una serie di impegni” come il mantenimento degli Uffici Postali dei piccoli Comuni, la fornitura di servizi presso la rete dei tabaccai e a domicilio, servizio Poste WI-FI gratuito, abbattimento delle barriere architettoniche…
Ben lungi dal contestare l’importanza di tali annunci (si badi bene: sono comunque annunci), riteniamo che la risposta, ancora una volta, “fumosa” dell’ufficio non cambi minimamente la valutazione negativa da noi data al servizio di consegna della corrispondenza.
Una negatività confermata ad ogni piè sospinto da decine e decine di nostri abbonati che da mesi non riescono più ad avere il settimanale consegnato entro tempi decenti dal servizio postale. Mentre Poste Italiane si preoccupa di salvare la sua immagine, contestando l’evidenza, noi stiamo cercando di salvaguardare la nostra sopravvivenza (che significa anche posti di lavoro), legata in buona parte al servizio che Poste Italiane fino a poco temo fa espletava in modo soddisfacente.
Se ciò non avviene più, non può dipendere da altro se non dai tagli sconsiderati operati al servizio di consegna, ritenuto, a torto o a ragione, “in rimessa” e in quanto tale da portare all’estinzione.
Quando Poste Italiane dimostrerà, con azioni concrete e non solo annunci, di voler invertire una tendenza che non può essere definita se non “sconsiderata”, noi saremo ben lieti di vedere anche un po’ di arrosto tra il tanto fumo creato ad arte per ingannare chi ci sia disposto a crederci.
Fino a quel giorno non ci si venga a dire che siamo noi a voler vedere nero laddove invece ci sarebbe la luce di un impegno al servizio dei cittadini. Se, oltre a fare dichiarazioni di impegni di là da realizzare, Poste Italiane si volesse confrontare sui dati reali in nostro possesso, saremo ben lieti di contribuire anche noi ad “inaugurare un nuovo percorso fatto di impegni reali, investimenti, nuovi servizi e opportunità concrete per la crescita economica e sociale del Paese” come auspicato nella lettera a noi inviata.

a.r.

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