Ponte di Santa Giustina: la riapertura slitta al 2019

Pontremoli. Terminati i lavori nell’alveo e sulle sponde ma resta la delicata ricostruzione del piano stradale

Il ponte di Santa Giustina come si presenta oggi
Il ponte di Santa Giustina come si presenta oggi

Serve altro tempo per ultimare i lavori al ponte di Santa Giustina: la speranza che potesse essere riaperto al traffico nei giorni dell’anniversario dell’alluvione di fine ottobre 2011 è andata delusa. A quanto pare si sarebbero rivelate troppo complesse le opere di costruzione della nuova pila al centro dell’alveo del fiume Magra, troppo importanti quelle di ripristino delle due sponde, troppo delicato l’intervento di “ricucitura” delle travi dell’impalcato. Insomma se ne riparlerà nel nuovo anno, forse a febbraio. La Coaf di Villafranca si era aggiudicata l’appalto nella primavera scorsa: 555mila euro per riaprire finalmente il ponte costruito all’inizio degli anni Novanta tra il casello della A15 e l’area artigianale di Santa Giustina. Sette anni fa la piena del Magra aveva fatto cedere la pila centrale e inclinare in modo vistoso il piano stradale, scalzando pericolosamente anche la sponda destra. Da allora il ponte è chiuso e tutto il traffico deviato lungo la strada statale della Cisa e la provinciale della val di Magra così da utilizzare i ponti a Pontremoli e a Villafranca, con non pochi disagi soprattutto per il trasporto pesante che grava su una viabilità locale che in questi anni ha registrato un notevole degrado e necessiterebbe di urgenti interventi di riasfaltatura da parte della Provincia.

Il ponte di Santa Giustina a Pontremoli, all’indomani dell’alluvione del 25 ottobre 2011
Il ponte di Santa Giustina a Pontremoli, all’indomani dell’alluvione del 25 ottobre 2011

Ad oggi buona parte delle opere previste per riaprire il ponte al transito sono concluse: la nuova pila di sostegno è stata costruita su una solida (si spera) piattaforma gettata su micropali che affondano in profondità al centro dell’alveo. La sponda destra è stata ripristinata e difesa da un importante muro di contenimento a gradoni costituiti da gabbioni di sassi. Resta però da realizzare uno degli interventi più delicati e che parte proprio in questi giorni: la “ricucitura” delle travi del ponte che erano state tagliate per cercare di ripristinare l’impalcato che aveva ceduto con il crollo della pila. Operazioni che dovranno essere realizzate con cura e a regola d’arte e che richiederanno alcune settimane. In proposito, sulla base di una perizia tecnica, la Provincia ha concesso alla Coaf una proroga di due mesi per portare a termine i lavori. Nel panorama di questo nuovo rinvio comunque c’è una buona notizia: la piena dei giorni scorsi non ha arrecato grossi danni né al cantiere né alle opere realizzate grazie al fatto che i lavori nel fiume erano conclusi e il Magra ha potuto riprendere il suo corso (deviato a primavera per potervi lavorare) senza particolari problemi, anche se si nota un evidente deposito di nuovo materiale con un rialzamento dell’alveo stesso. Nessun danno, dunque, ma ci sarà comunque qualche ritardo per ripulire l’area di cantiere dove il fiume è esondato. (p. biss.)

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