“La Culla di Bratto”: un’idea per valorizzare la nostra storia

Da un antico manufatto parte il progetto di una serie di corsi per recuperare antichi saperi

La culla di Bratto conservata al Museo Etnografico di Villafranca
La culla di Bratto conservata al Museo Etnografico di Villafranca

Dalla tradizione, dalla riscoperta degli antichi mestieri e soprattutto dalla creatività può rinascere l’attenzione verso i nostri borghi e le nostre frazioni spesso isolate e disabitate. Ne è convinta l’artista Anna Fabrizi di Carrara che, assieme alla Compagnia del Piagnaro e con il supporto del Comune, ha presentato un’interessante iniziativa per dare forma e sostanza ad un progetto che ha la sua genesi in un antico manufatto caratteristico del territorio. Si tratta de “La Culla di Bratto” (da cui il nome del progetto) un lettino per neonati che veniva realizzato nell’‘800 e che rappresenta un piccolo gioiello di maestria assolutamente caratteristico nel campo dei lavori artigianali tanto che la stessa Anna ne è rimasta incantata la prima volta che ne ha visto una copia conservata presso il Museo Etnografico di Villafranca “un’assoluta meraviglia, un manufatto tutto realizzato ad incastro senza l’utilizzo di chiodi e con stupende decorazioni”. Un miracolo ancora più stupefacente pensando che non si trattava di falegnami professionisti bensì di contadini e pastori che, durante l’inverno, rimanevano isolati in paese a causa della neve e così si dedicavano all’attività artigianale e decorativa. Da lì è nata l’idea di Anna di avviare un percorso per far riscoprire la culla. Il sogno è quello di riprodurla e per fare questo è necessario far partire un processo creativo che attivi dei corsi (sui decori, sui colori naturali, sugli incastri del legno, etc) che coinvolga la popolazione di Bratto e del territorio nel suo complesso.

Il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini
Il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini

Ma i corsi avrebbero un respiro più ampio abbracciando anche l’ipotesi di realizzare conferenze, dibattiti e varie iniziative da svolgersi nell’estate 2019. Il progetto è stato presentato alla Fondazione Carispezia che l’ha selezionato, il finanziamento copre però solo metà (5.000 euro) dei costi dell’intero progetto, c’è quindi bisogno di reperire i restanti 5.000 euro entro il 23 novembre pena l’esclusione dall’intero finanziamento. Per questo si è attivato una campagna di crowdfounding (finanziamenti su internet) sulla piattaforma Eppelae (www.eppela.com/it/projects/20837-la-culla-di-bratto). Sono stati già raccolti oltre mille euro ma ora c’è bisogno di uno “scatto” per non mancare la soglia prefissata. Si può donare da 5 fino a 200 euro, ed ogni contributo, sottolinea Anna, è importante. Per questo ci sono in programma altre iniziative per la raccolta fondi, la prima è la cena di sabato 3 novembre, al Castello del Piagnaro, poi, il giorno successivo si terrà una passeggiata (con l’associazione Sigeric e Farfalle in Cammino) lungo i boschi del Brattello mentre il 9 novembre si terrà un laboratorio creativo realizzato dal Centro Giovanile “Mons. Sismondo”. Per chi non avesse dimestichezza con la tecnologia, ci sarà la possibilità di dare il proprio contributo in alcuni negozi che aderiscono all’iniziativa. “è un percorso – ha rimarcato il sindaco Lucia Baracchini – che vuole valorizzare il territorio attraverso la riscoperta della creatività che segnalano le tradizioni e le ricchezze della popolazione”. (r.s.)

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