Quando la santità passa al vaglio di incomprensione e persecuzione

26Antonio_RosminiLe caratteristiche della santità manifestate da Padre Pio e soprattutto i tempi che sono occorsi perché le stesse fossero riconosciute in modo ufficiale dalla Chiesa, fino alla canonizzazione del cappuccino, si prestano con facilità ad essere mostrate come esempio delle sofferenze patite da tanti santi prima di essere elevati agli onori degli altari.
Ben prima dei santi cristiani già il Vecchio Testamento parla di “giusti” perseguitati dagli empi: “Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l’educazione da noi ricevuta”. Si rivela, così, come è il cuore degli empi, delle persone che si sono allontanate da Dio e si sono impadronite della religione.
Così, i profeti vengono rappresentati vittime di persecuzioni un po’ lungo tutta la storia della salvezza. In seguito Gesù dirà che scribi e farisei “legano pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito”.
Si fanno forti della legge per opprimere e non per liberare gli uomini. A volte sono state le personalità complesse dei santi a renderli incompresi nel tempo in cui vivevano. È il caso soprattutto dei mistici che agli occhi di chi non riesce a provare certe esperienze rischiano di apparire come pazzi visionari e magari anche presuntuosi. Per loro, spesso, la prova di essere sinceramente ispirati da Dio è stata proprio la loro capacità di accogliere mortificazioni e restrizioni senza ribellarsi all’autorità, accettando le umiliazioni nella profonda convinzione di essere nel giusto e che la loro buona fede avrebbe prima o poi trionfato, sia pure dopo la loro morte.
Tanti, poi, i santi più portati ad intervenire nella vita della Chiesa e nella società loro contemporanee per fustigare comportamenti, scelte, ipocrisie che allontanano dalla strada di Dio. Spesso, sia al tempo di Israele che nella Chiesa, questi profeti sono stati perseguitati. Questo perché a tanti dà noia uno che dice: “State sbagliando strada, tornate a Dio!”.
Messaggi di questo tipo non piacciono alle persone che detengono il potere di scegliere la strada da seguire e hanno scelto quella sbagliata. È la persecuzione che ha provato anche Gesù: viene squalificato perché fa miracoli il sabato, perché mangia con i peccatori; viene squalificato perché lotta contro le persone che ingabbiano lo Spirito.
Questa realtà non finisce con Gesù: i profeti vengono lasciati da parte; molti pensatori nella Chiesa sono stati vittime di incomprensioni e persecuzioni superate solo a distanza più o meno grande di tempo dalla loro vita e morte, quando la Chiesa arriva a capire che quanto veniva detto era scomodo ma giusto. Ingiusta era stata la decisione di soffocare quelle voci scelte dallo Spirito per dire la verità al popolo di Dio. Inutile fare elenchi perché si ricorderebbero solo i casi più clamorosi, ma resta il dolore per quanti, sottoposti a duri contrasti, hanno ceduto, perdendo se stessi e la possibilità di contribuire in positivo alla crescita della comunità dei credenti.

(a.r.)

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