La grande distribuzione penalizza la produzione agricola

Preoccupa l’accordo tra i colossi del settore Carrefour e Tesco

28parmigiano-reggianoTorna con forza il duello fra produzione agricola e grande distribuzione moderna e organizzata. È notizia di pochi giorni fa dell’alleanza fra Tesco e Carrefour, due dei più importanti e rappresentativi gruppi distributivi al mondo, inglese il primo, francese il secondo. Chiarissimo l’obiettivo: unire le forze per spuntare prezzi migliori all’acquisto. Con un’attenzione tutta particolare al settore alimentare.
Un’intesa che ha suscitato giustamente l’allarme fra i produttori agricoli, ma che soprattutto ripropone lo squilibrio esistente lungo la catena di passaggi che porta gli alimenti dai campi e dalle stalle alle tavole delle famiglie. I due colossi – che da soli superano oltre 171 miliardi di dollari di vendite all’anno – hanno annunciato l’intento di realizzare una centrale d’acquisto unica per ridurre i costi anche attraverso prezzi d’acquisto più bassi nei confronti dei fornitori.
28supermercatoAltro scopo è quello di rispondere all’offensiva dell’e-commerce e contrastare il sistema dei discount. Uno scontro, quindi, fra giganti: da un lato Tesco e Carrefour, dall’altro Amazon e poi Lidl e Aldi. Immediata la levata di scudi da parte dei coltivatori, alla quale Carrefour ha risposto spiegando che continuerà a impegnarsi con i propri fornitori locali, con cui ha sviluppato negli anni solidi rapporti.
Tra questi, in prima fila, c’è proprio l’Italia: nei nostri punti vendita della catena francese il 90% dei fornitori è italiano. L’allarme, comunque, non è immotivato se si pensa che si prospetta la possibilità di arrivare a risparmiare fino a 450 milioni di euro.
28fruttaL’alleanza dice ancora Coldiretti -, non solo aumenta pericolosamente lo squilibrio di potere contrattuale tra pochi grandi gruppi e le imprese agricole, ma rischia di consolidare in Europa un sistema di etichettatura, fuorviante discriminatorio e incompleto. Per capire meglio, basta pensare che l’etichettatura nutrizionale a semaforo sugli alimenti, adottata dalla grande distribuzione in Gran Bretagna e in Francia, boccia senza appello alimenti come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma e arriva addirittura a colpire anche l’extravergine di oliva.
Insomma i coltivatori vedono in tutto ciò una minaccia importante ai loro spazi di mercato. Una condizione alla quale può essere data risposta solamente con altre alleanze non solo sul fronte produttivo ma anche e forse soprattutto su quello distributivo; senza dimenticare poi la parte della filiera legata alla trasformazione. Agricoltura contro grande distribuzione, quindi, con in mezzo i consumatori. Ne vanno di mezzo i bilanci delle famiglie, ma anche il territorio e l’ambiente così come l’occupazione di centinaia di migliaia di persone. Senza dire degli aspetti etici legati alle scelte economiche che vengono adottate.

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