Pontremoli: giunta a conclusione l’annosa vicenda del Poc

Approvato in Consiglio comunale con il solo voto della maggioranza

La facciata del Comune di Pontremoli in piazza della Repubblica
La facciata del Comune di Pontremoli in piazza della Repubblica

Stavolta è davvero finita. Con l’approvazione di mercoledì 16 maggio da parte del consiglio comunale, il Piano operativo comunale (Poc) è ora finalmente esecutivo. Il Poc (in pratica il vecchio regolamento urbanistico) è un atto di grande importanza per il futuro della città visto che si tratta dello strumento che, assieme al Piano strutturale (Ps), andrà a disciplinare la conservazione, lo sviluppo e la riqualificazione di Pontremoli per i prossimi anni. Per questo il sindaco, Lucia Baracchini, e l’assessore all’urbanistica, Michele Lecchini, hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a portare in fondo questo importante progetto che, considerando anche la fase di stesura del Piano Strutturale, ha avuto inizio ormai quasi dieci anni fa. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’ex vicesindaco, Piercamillo Cocchi, che si è impegnato per lunghi anni in prima persona per portarne avanti la realizzazione.

Un cammino complesso anche perché, in corso di approvazione, è stata modificata la Legge regionale dell’Urbanistica, risultata fortemente restrittiva rispetto alla precedente, avendo rivisto radicalmente il rapporto tra Ps e Poc. “Una legge – ha commentato il sindaco – pensata più per le aree metropolitane già densamente urbanizzate che non per territori montani o comunque di piccole realtà come quella lunigianese”.

Sulle tematiche del Poc si è poi soffermato a lungo l’architetto Raimondo Gramigni, che con il suo studio ha curato la parte tecnica della compilazione del Piano. In particolare ha riassunto le ultime fasi dell’iter burocratico dell’approvazione del Poc dopo che, ad agosto 2017, il Consiglio aveva approvato le controdeduzioni dell’amministrazione alle osservazioni pervenute dalla Regione a seguito dell’adozione del Piano. Poi la palla era passata alla Regione stessa con l’avvio del procedimento di conformazione del Poc al piano di indirizzo territoriale. E qui Gramigni nota con dispiacere le lungaggini della burocrazia trovate a Firenze (aspetti sottolineati anche dal sindaco, che ha parlato di veri e propri “scontri”) che hanno fatto sì che tra settembre ed aprile ci siano stati tre confronti con una dilatazione dei tempi indipendente dalla volontà dell’amministrazione pontremolese. Rispetto al piano approvato nell’agosto 2017, sottolinea Gramigni, la nuova versione, basata sulle nuove indicazioni giunte da Firenze, presenta differenze davvero minime: “Una diminuzione di terreno edificabile di 250 mq”. Tre le aree in cui ci sono stati questi cambiamenti: alla SS. Annunziata, in via del Seminario e nella zona del distributore della Purfina.

La consigliera comunale di "OpenPontremoli" Elisabetta Sordi
La consigliera comunale di “OpenPontremoli” Elisabetta Sordi
Il capogruppo Umberto Battaglia
Il capogruppo de “L’Altra Pontremoli”, Umberto Battaglia

La discussione è poi scivolata sul versante politico con l’intervento delle opposizioni: prima da parte della consigliera di “Open Pontremoli”, Elisabetta Sordi, che ha sottolineato come dal punto di vista tecnico il lavoro sia “ineccepibile” ma dietro a questo manchi una visione politica ed un indirizzo di sviluppo da parte dell’amministrazione. Non ci sarebbero quindi “idee forti” per rilanciare la città, specie pensando che l’edilizia è in profonda crisi. Mancano anche progettualità per il centro storico, troppo vincolato da “lacci e lacciuoli” mentre basterebbe un po’ di elasticità per permettere agli abitanti di fare delle piccole migliorie che permettano l’aumento del valore dell’immobile.

Sulla stessa linea anche il capogruppo de “L’altra Pontremoli”, Umberto Battaglia, che parla di “un piano asfittico” in cui mancano indicazioni precise su come modificare il tessuto urbano e, tra le righe, vede il rischio di un’eccessiva possibilità di nuova edificazione, mentre sarebbe importante permettere il recupero dell’esistente.

Affermazioni a cui ha replicato, sul piano tecnico, lo stesso Gramigni. Il nuovo Poc, ha detto, prevede meno metri quadrati tra nuova edificazione e recupero: 32.950 metri quadrati tra la prima (10.580) e il secondo (22.370), con un calo complessivo rispetto a Piano precedente di 8.180 mq. Sul piano politico, invece, la risposta del capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri ha evidenziato come “non sia mancato il coraggio; questo Poc è figlio di un sano realismo e di serietà. È stato fatto quello che era possibile fare anche data la situazione della legislazione regionale”. Il Poc è stato poi approvato con il solo voto favorevole della maggioranza e con il voto contrario dei quattro consiglieri di minoranza. (r.s.)