Stanziati 138 milioni per il raddoppio della tratta ferroviaria Parma-La Spezia

Rifinanziati i lavori sulla linea ferrovia tra Parma e Vicofertile

Un treno in sosta alla stazione di Collecchio lungo la tratta Parma-La Spezia
Un treno in sosta alla stazione di Collecchio lungo la tratta Parma-La Spezia

Nuove risorse per fare ripartire i cantieri del raddoppio della ferrovia Parma–La Spezia. A stanziarle è stato il governo con una norma posta all’interno della Legge di Stabilità 2018 approvata a fine anno dal Parlamento. In tal modo, 138 milioni di euro, a tanto ammonta lo stanziamento, andranno ad aggiungersi ai 97 milioni previsti dal Contratto di Programma 2017-2021 tra Stato e Rete Ferroviaria Italiana siglato lo scorso agosto. Il denaro verrà impiegato per il raddoppio della tratta Parma–Vicofertile, la cui progettazione esecutiva – un lungo tratto in galleria e in trincea nella campagna in sostituzione del binario unico che corre tra le case dei quartieri a sud-ovest della città – è stata ultimata da un decennio. Nel 2007, infatti, i fondi per il cantiere furono stanziati ma poi in seguito tagliati dal ministro Tremonti, nonostante la presenza del parmigiano Lunardi a capo del dicastero delle Infrastrutture. Dieci anni fa era Parma (Comune e Provincia) a spingere per il cantiere che avrebbe allontanato i binari dall’abitato e avvicinato gli stessi all’importante Interporto merci di Fontevivo.

Il ministro della giustizia Andrea Orlando.
Il ministro della giustizia Andrea Orlando.

Adesso, con la quasi scomparsa della Provincia, il disinteresse del Comune e un assessore regionale ai trasporti bolognese, quindi incline, assieme alla Toscana, a non rendere troppo potente un asse commerciale concorrente alla Firenze-Bologna, a muovere le pedine è La Spezia. Non a caso, l’emendamento porta la firma di Andrea Orlando, Ministro della Giustizia e deputato spezzino. Da anni, del resto, il porto della Spezia ha puntato gran parte del suo sviluppo commerciale proprio sulla movimentazione dei container su rotaia: con 17 km di rotaie interni al porto, tre scali e cinque raccordi con altrettanti moli, già oggi Spezia movimenta il 35% dei container con convogli merci (quasi 7 mila tra arrivo e partenza nel solo 2014, quasi 20 al giorno). Logico che per incrementare questi numeri, come richiede il mercato, l’ottocentesca ferrovia militare che collega La Spezia al Nord Europa necessiti di essere potenziata. Scontata, quindi, l’esultanza del Ministro della Giustizia nella sua conferenza stampa di fine legislatura alla Spezia: “Sono particolarmente orgoglioso – ha dichiarato Orlando – di poter comunicare i progressi che finalmente si stanno compiendo su un’opera che, per il nostro territorio, per le nostre imprese e per i lavoratori, può avere un impatto fortemente positivo non solo nello spezzino, ma anche per un retroterra che dalle province di Massa e Parma arriva fino a Verona”. Finanziato il cantiere, nella periferia di Parma restano due le tratte ancora da raddoppiare: da Vicofertile a Osteriazza, tratta sulla quale pende ancora l’incertezza relativa all’attraversamento di Fornovo, e da Ghiare di Berceto a Chiesaccia di Fornoli, per la quale esiste un progetto preliminare relativo ad una nuova galleria di valico ad un solo binario da Pontremoli a Ghiare. Un traforo che da solo vale 1 miliardo di euro di spesa: non eliminerà il traffico passeggeri nella vecchia galleria del Borgallo ma servirà solo il traffico merci. Tempi di completamento? La legge che sanciva il raddoppio e l’ammodernamento della tratta Parma–La Spezia risale al 1981. Da allora, siamo circa alla metà dell’opera! (Davide Tondani)

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