Il taglio del nastro delle due strutture

Taglio del nastro a Castegnetoli
Taglio del nastro a Castegnetoli

Quella di giovedì scorso è stata una giornata di festa, perché il taglio del nastro dei due ponti ha significato dare risposte alle istanze di una comunità, anzi di molteplici comunità visto che i ponti rappresentano da sempre il punto di collegamento tra realtà e territori diversi. Un’inaugurazione che ha visto la presenza dell’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli assieme a numerosi sindaci ed amministratori locali. Ma prima di recarsi materialmente presso le due nuove strutture c’è stata la conferenza di presentazione all’interno della sala consigliare del comune di Mulazzo.

Il taglio nastro del ponte sul Mangiola
Il taglio nastro del ponte sul Mangiola

Il sindaco Claudio Novoa ha voluto evidenziare, dopo le difficoltà iniziali, come il lavoro si sia poi svolto con velocità e determinazione anche grazie alla passione messa in campo da tutti gli attori coinvolti. Anche il sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, ha messo in luce l’importante sinergia che si è instaurata tra i vari enti ed ora “questo obiettivo raggiunto fa si che si possa guardare al futuro come una strada in discesa che favorisca sempre di più l’unità e la riscoperta dell’identità territoriale della Lunigiana”. Mentre l’assessore Ceccarelli ha rivendicato, rivolgendosi ai tanti ragazzi presenti alla cerimonia, il grande valore simbolico dei ponti che rappresentano “l’uscita dall’isolamento unendo le comunità e le persone”.

La benedizione di don Sergio Biasini
La benedizione di don Sergio Biasini

C’è poi stata la visita ai due ponti e il taglio del nastro preceduta dalla benedizione del parroco don Sergio Biasini. Accanto alla soddisfazione per la conclusione dell’opera non si può non rimarcare come, ancora oggi, resti evidente come non siano previsti sufficienti interventi di difesa preventiva del territorio. Insomma quella manutenzione ordinaria (pulizia dei boschi e degli argini dei fiumi, controllo dei movimenti franosi) che dovrebbe fare la differenza qualora si ripresentassero condizioni simili a quelle del 25 ottobre 2011. I ponti ricostruiti, senza più le pile nel letto del fiume, corrono meno rischi ma le altre strutture si trovano in pratica nella stessa condizione in cui versavano sei anni fa. Insomma quella lezione che ha causato morti e distruzione è, purtroppo, stata recepita solo in parte. (r.s.)

Condividi

Scrivi un commento