Una Giornata per difendere la donna dalla violenza

Istituita dall’Assemblea generale dell’Onu il 17 dicembre 1999

44giornata_contro_violenza_sulle_donneSono tante le Giornate di mobilitazione per sensibilizzare su problemi di ogni tipo, il 25 novembre viene celebrata nel mondo quella contro la violenza sulle donne, un male antico, ma diventato oggi enorme per numero di vittime e per i tanti modi di offesa praticati soprattutto da mariti, fidanzati, padri, conviventi.
La violenza massima è l’assassinio della donna, chiamato femminicidio, un neologismo orribile anche nel vocabolo. I numeri nella loro severa oggettività dicono che ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa, nella maggior parte dei casi l’assassino è uno che l’aveva amata, che compie il delitto dentro casa, il luogo dove meglio sentirsi protetti, non di rado in presenza dei figli, che per sempre porteranno con sé l’orrore quando non sono uccisi anch’essi.
Figure professionali cercano di dare spiegazioni e sono le più varie, ma il movente rimane nascosto dentro la singola persona che fa la violenza. Il divenire storico ha portato negli ultimi decenni mutamenti culturali veloci e consistenti e si stanno modificando nell’Occidente i rapporti di genere tra uomo e donna, con una giusta rivendicazione della parità e non della sottomissione, quella parità di dignità e di rispetto che per primo propose il Cristianesimo prima che si affermassero distorte interpretazioni per difendere interessi e poteri.
La storica Lucetta Scaraffia, editorialista dell’Osservatore Romano, ritiene che i femminicidi sono figli della fragilità affettiva dei maschi con la quale non erano venuti a contatto prima perché sempre si trovavano in qualche posizione di potere, favorivano la discriminazione utile a controllare la donna e la sua capacità di generare figli. Stiamo attenti a non ricadere in posizioni inique e oscurantiste: il percorso della parità di genere, avviato ma ancora deficitario o negato in tanti Paesi, è un alto valore di civiltà, non rispettarlo viene considerato una violazione dei diritti umani.
Per contrastare la violenza sulle donne ci vuole cultura del reciproco rispetto, un impegno educativo persistente in modo che l’uomo sappia affrontare anche la rottura di un rapporto affettivo senza sentirsi debole e abbandonato, con la forza e il coraggio che con una certa analogia deve trovare chi precipita in una condizione di vedovanza.
La Giornata contro la violenza sulle donne non vuol far prendere coscienza soltanto della sua forma più grave del dare la morte. Violenze terribili sono gli stupri compiuti in abbondanza come arma di guerra, sulle migranti, sulle nuove schiave del mercato della prostituzione, sulle figlie abusate da certi padri. Violenza è anche l’uso sfacciato del corpo della donna per la pubblicità, la volgarità del linguaggio, l’arroganza dei modi, la pornografia di parole e immagini fatte circolare “in rete” e tanto altro.

(m.l.s.)

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