Lettera enciclica. Nel 1937 il Papa condannava il neopaganesimo nazista
Con la lettera enciclica all’episcopato tedesco del 14 marzo 1937 papa Pio XI condanna senza riserve il regime nazista: è la Mit brennender Sorge “Con profonda ansia”, diffusa, sfidando la Gestapo e la furia di Hitler, in 11.500 chiese cattoliche in Germania. Con tattica ingannevole Hitler, arrivato al potere nel gennaio 1933, aveva impostato la sua politica nei confronti della Chiesa cattolica dichiarando di vedere nel Cristianesimo “gli incrollabili fondamenti della vita morale” del popolo tedesco, i vescovi ritennero di “poter nutrire fiducia”e fecero il Concordato, restarono fedeli agli accordi e invitarono i sacerdoti a non immischiarsi più nella politica, accettarono lo scioglimento del partito di antica data del Centro cattolico.
Gli accordi furono subito traditi dal governo nazista, elusi e svuotati, però, come già per il fascismo nel 1929, il riconoscimento del regime da parte vaticana ne aveva rafforzato l’immagine nel mondo e la stabilità. Il Concordato era stato richiesto da Hitler e assecondato dal vicecancelliere cattolico von Papen e dal card. Eugenio Pacelli segretario di Stato del Vaticano con la convinzione che il compito della Chiesa di lottare contro ateismo e bolscevismo sarebbe stato aiutato dal governo nazista (circolava lo slogan “meglio Hitler che Stalin”).
Ma ben presto l’incompatibilità oggettiva della dottrina cattolica coi presupposti teorici del nazismo emerse con tutta evidenza, e si avviò un processo di revisione dell’atteggiamento del Vaticano nei confronti del governo, l’appartenenza al nazismo viene definita illecita, si denunciano le deportazioni degli ebrei, si predica contro l’assassinio degli handicappati, la sterilizzazione dei malati mentali, fino all’aperta rottura sancita dalla lettera enciclica del 1937, che però non fece superare l’obbedienza civile e il servizio alla patria che caratterizzano in modo notevole l’essere tedeschi.
Pio XI denuncia il progressivo acuirsi dell’oppressione dei fedeli e la privazione del diritto naturale della libertà religiosa, il disgregamento delle organizzazioni cattoliche accusate di antipatriottismo, contrasta la concezione dell’antico germanesimo sedicente ariano, dice folle e superficiale l’elevare la razza o il popolo a suprema norma di tutto, farne una divinizzazione panteistica, è oltraggio a Dio creatore del mondo. Il nazismo si è trasformato in un “provocante neopaganesimo”.
La croce uncinata è nemica della croce di Cristo. Il papa invita ad una necessaria diffidenza oculata e alla vigilanza, è preoccupato e rivendica il diritto all’educazione cattolica, considera le prospettive, per quanto scarse, di un ritorno alla fedeltà dei patti concordatari e ad un’intesa: ma il duro linguaggio della realtà strappò i veli e il regime mise in atto “secondo un piano prestabilito l’attacco contro la Chiesa” La lettera è fra le più severe condanne di un regime da parte di un papa. I protestanti tedeschi si divisero invece tra utilissimi alleati e tenacissimi oppositori. (m.l.s.)



