Celebrata domenica 3 settembre ad Arpiola di Mulazzo la Giornata per la Custodia del Creato
San Francesco d’Assisi, san Francesco Fogolla, sant’Antonio abate, sant’Isidoro, santa Bona da Pisa e il beato Giorgio Frassati sono i personaggi che hanno condotto “per mano” i partecipanti alla Giornata diocesana per la custodia del creato, organizzata dalla Diocesi nella domenica 3 settembre ad Arpiola di Mulazzo, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, rappresentata dall’Assessore Giorgio Santi. La Giornata, giunta alla 12a edizione a livello nazionale, è nata per sensibilizzare le comunità parrocchiali rispetto alla “conversione ecologica” auspicata da papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, rispetto alla cura della casa comune, che è la terra sulla quale tutti abitiamo e dalla quale tutti abbiamo “sostentamento”, parafrasando il Cantico delle Creature del “poverello” di Assisi.
L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e della Famiglia, in collaborazione con la Pastorale Giovanile, ha visto protagonisti numerosi giovani di diverse realtà ecclesiali: l’Azione Cattolica, la Casa Rossa, gli Scout di Avenza e di Pontremoli, i giovani del Vicariato di Villafranca e quelli del gruppo di Mulazzo. Tutti insieme per testimoniare l’impegno comune verso il creato e verso nuovi stili di vita, più rispettosi dell’ambiente che ci circonda.
Già i Vescovi italiani, nel consueto Messaggio predisposto per la Giornata nazionale, avevano sottolineato l’importanza di rifarsi al senso del viaggio e soprattutto del pellegrinaggio, perché “viaggiare è rinnovare ogni giorno la meraviglia per la novità e quello stupore che si esprime nel rendimento di grazie”. E in questo senso è stato preparato un vero e proprio pellegrinaggio, scandito dall’incontro con alcuni Santi che hanno saputo “incarnare” nella loro esperienza di vita l’aspetto della cura, della custodia e della salvaguardia di tutto ciò che circonda l’uomo, nella perenne lode a Dio e alle sue creature.
Camminando attraverso i verdi prati e i sentieri nei dintorni di Arpiola, i “pellegrini” hanno ascoltato e apprezzato quanto i Santi avevano loro da raccontare, per annunciare il messaggio contenuto nella Laudato Si’, che “tutto l’universo è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi; suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio”(n. 84).
Al termine del percorso è stata celebrata l’Eucarestia nel Centro “S. Giuseppe”, presieduta dal vescovo Giovanni, assieme al parroco don Sergio Biasini con altri sacerdoti, e animata dall’ottimo Coro di Castevoli.
“Il creato – ha detto mons. Santucci nel corso dell’omelia – è una responsabilità di tutti e ciascuno deve fare la sua parte per custodire quel meraviglioso giardino, creato da Dio Padre, che è la Terra”.
“Non facciamoci ingannare – ha continuato il vescovo – da una visione della vita caratterizzata dal possesso e dal potere, ma apriamoci alla dimensione del dono e della gratuità perché il creato è stato donato a tutti senza dare nulla in cambio”. Mons. Santucci ha fatto infine riferimento al tema della guerra, che caratterizza ancora oggi molte zone del pianeta: “pensare di risolvere i problemi che ci affliggono con le armi è pura follia, perché soltanto una scelta di vita segnata dall’amore e dalla libertà porta a risultati di pace e di convivenza”.
(df)
Cambia il clima siamo tutti coinvolti
La terra è secca, i boschi bruciano, le temperature sono alte, il livello delle fonti d’acqua si abbassa, i ghiacciai alpini sono in via di estinzione. Il passaggio della nostra estate lascia solchi profondi che segnano l’ambiente e i paesaggi, che colpiscono le economie, soprattutto agricole, e gli uomini, le loro case e le loro città. È attuale l’invito della Laudato si’ ad adottare una nuova prospettiva economica che combini cura per il creato e attenzione per l’uomo e le sue comunità con un nuovo stile di vita orientato alla sobrietà invece che del consumo.




