Il ruolo dell’agricoltura nella salvaguardia del territorio montano

Il convegno a Treschietto con i rappresentanti delle istituzioni

19 convegno Treschietto fotoSabato scorso, all’ostello “La Stele” di Treschietto (Bagnone), in collaborazione con la cooperativa Sigeric e con il circolo La Torre, si è tenuto un incontro sul ruolo dell’agricoltura nella salvaguardia della montagna. Dopo i saluti del sindaco Carletto Marconi, è iniziato il dibattito, moderato da Gianluca Barbieri, responsabile regionale dei distretti rurali di Massa Carrara e Lucca. Il consigliere regionale Giacomo Bugliani ha riflettuto sul ruolo che devono mantenere le istituzioni: presenza costante sul territorio, comprensione dei problemi e garanzia di servizi efficaci. “Il Pacchetto Giovani, all’interno del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – ha detto -, sta favorendo l’occupazione e la permanenza degli abitanti nelle zone che si stanno spopolando”. Fausta Fabbri, responsabile del settore consulenza, formazione e innovazione dello sviluppo rurale della Toscana, ha presentato alcuni dati poco rassicuranti: secondo l’ultimo censimento, il numero delle aziende agricole presenti sul territorio ha subìto una contrazione del 44% e oltre il 60% di quelle ancora attive ha più di 60 anni. Sull’altro piatto della bilancia, però, troviamo i 961 milioni di euro che la Regione sta investendo. Il segretario della Fondazione Montagne Italia, Enrico Petriccioli, ha aggiunto che se, in media, l’imprenditore italiano è un cinquantenne e i giovani rappresentano l’11% del totale, in agricoltura l’età scende a 43 anni e la percentuale supera il 20%. Si è poi soffermato sull’importanza della formazione universitaria in Scienze Agrarie. Il coordinatore della Riserva di Biosfera Unesco dell’Appennino tosco-emiliano, Fausto Giovanelli, ha voluto sottolineare quanto la presenza attiva dell’uomo determini il degrado o la salvaguardia del nostro territorio.“L’idea di omologarci alla pianura non ci aiuta. La maglia poderale della montagna ostacola la possibilità di fare impresa, perché spesso chi vuole mettersi in gioco non possiede la terra e viceversa. Ci troviamo in un presente di transizione, dopo un periodo difficile, ma il nostro passato ci ha lasciato in eredità i saperi che amo definire archetipi psicologici. Il Parco mette a disposizione un’etichetta per tutti i suoi prodotti, affinché il consumatore capisca che il marchio significa autenticità” . Dello stesso parere si è dichiarato il senatore Massimo Caleo, vicepresidente della Commissione permanente per il Territorio e l’Ambiente: “Negli ultimi vent’anni c’è stato un cambiamento radicale. Si percepiva l’ostracismo degli agricoltori verso le aree protette, ma il ruolo dell’uomo è fondamentale: non vogliamo una natura selvaggia. Oggi gli imprenditori sono nostri alleati in un’ottica di sviluppo sostenibile e rispettoso delle risorse; gli agricoltori e i pescatori faranno parte del Consiglio del Parco” . Ha poi espresso la necessità di valorizzare le scuole nei piccoli centri lunigianesi per mantenere vivo il tessuto sociale. Il pomeriggio si è concluso con la consegna di una pergamena alle aziende che operano nel comune di Bagnone da parte del vicesindaco Daniele Lombardi, che ha ringraziato gli imprenditori per il coraggio e la passione con cui portano avanti la tradizione. Ilaria Tonini

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