L’ Unitre Pontremoli – Lunigiana ha concluso l’anno di attività

L’Anno Accademico si è chiuso con una gita a Pistoia, capitale della cultura 2017

Particolare delle formelle che decorano la facciata dello Spedale del Ceppo a Pistoia
Particolare delle formelle che decorano la facciata dello Spedale del Ceppo a Pistoia

Sono stati sette mesi ricchi di attività quelli del 29° anno di vita della sezione di Unitre (Università delle Tre Età) di Pontremoli-Lunigiana, diretta con cura da Caterina Rapetti, con presidenza di Heddy Danesi. É stata offerta un’ampia gamma di argomenti che ha fatto aumentare fin quasi a cento gli iscritti, ma la partecipazione era aperta a tutti. Le relazioni sono state proposte in modo preciso, adeguato ai soci di varia esperienza e sono state molto apprezzate. Si è parlato di letteratura classica e italiana, medicina, cinema, storia locale, patrimoni archivistici, psicologia, storia dell’arte, astronomia, musica, antropologia, computer, arte culinaria messa in pratica nella cucina del Seminario, generosamente resa disponibile da padre Dario come pure i locali per le lezioni. Tutto si regge sul volontariato, anche a Pontremoli ci sono molte persone che si impegnano gratuitamente ad offrire servizi.
Per l’Unitre si tratta di dare conoscenze sempre utili a stimolare interesse, curiosità e a favorire relazione tra le persone, spezzare solitudini, così deprimenti soprattutto nelle persone meno giovani, oltre che nocive alla salute del corpo e della psiche. Quasi tutti i mesi c’è stata una “uscita”: a Parma all’Archivio di Stato, a Fidenza, a Fontanellato a visitare il Labirinto vegetale di Franco Maria Ricci, a Viareggio per vedere l’architettura liberty e i cantieri del Carnevale.
La conclusione è stata a Pistoia, capitale italiana della cultura per il 2017. Il bel gruppo dei partecipanti è rimasto sorpreso dalla bellezza del centro storico di questa città un po’ in disparte dai circuiti turistici ma che ha un ricco patrimonio di arte medioevale, una dinamica piazza contornata dal Duomo (all’interno il prodigio dell’altare d’argento), dal Battistero con cupola ad arditi spicchi in mattoni, (qui tutti hanno ammirato una scultura appena inaugurata, è la Resurrezione del giovane pistoiese Adriano Veldorale), dai Palazzi di Giustizia e del Popolo. Tante le chiese ornate dalle bande marmoree a due e tre colori; magnifica la genialità dello scultore Giovanni Pisano nelle storie raffigurate nel pulpito in Sant’Andrea. Altro tesoro artistico sono le ceramiche maiolicate del fregio dell’Ospedale del Ceppo, i tondi sono di Giovanni della Robbia e i sette segmenti raffigurano le opere di misericordia corporale ora ripuliti e splendenti di Santi Buglioli. Pistoia è stata città industriale con la Breda che fa i treni, ora è Itaci giapponese.
Al rientro ognuno aveva un sacchetto di confetti acquistati nella più antica confetteria d’Italia, la Corsini che continua a produrre con scrupolosa qualità artigianale, altri con piante di rose di ogni colore del vivaio Barni.

(m.l.s.)

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