Si è svolta il 29 aprile. Un riflessione sulle prospettive del Centro dedicato ad Alessandro Malaspina

Con il saluto del sindaco Claudio Novoa, che ha sottolineato come il comune di Mulazzo sia orgoglioso di ospitare il Centro Malaspina, ora Fondazione Alessandro Malaspina, voluta da Dario Manfredi, si è aperta la giornata dedicata al ricordo dello studioso scomparso un anno fa, che seppe fare di Mulazzo un centro di valore internazione per lo studio delle imprese del grande navigatore Alessandro. La presidente della Fondazione Rossana Piccioli ha ricordato come dopo la scomparsa di Manfredi e le evidenti difficoltà di gestione, l’attività del centro non sia stata interrotta proseguendo con la grande mostra sul navigatore, promossa a Carrara dalla Fondazione Cassa di Risparmio, l’attività didattica con le scuole e la prosecuzione della digitalizzazione del patrimonio librario e archivistico.
L’opera dello studioso è stata presentata da Giuseppe Benelli, ricordando come l’itinerario di ricerca di Manfredi sia iniziato collaborando con Augusto Cesare Ambrosi e approfondendo le carte sul Malaspina depositate presso la biblioteca della Spezia dal grande storico Giovanni Sforza. Con i suoi primi fondamentali studi su Alessandro, Dario Manfredi si è imposto nel panorama nazionale e internazionale, collaborando con il Civico Istituto Colombiano, diretto dal senatore Paolo Emilio Taviani, che donò al Centro importanti e rari volumi, con il professor Gaetano Ferro dell’Università di Genova e, soprattutto con le istituzioni culturali spagnole, primo fra tutte il Museo Navale di Madrid. Studiosi di mezzo mondo sono approdati al centro mulazzese ospitato nell’ex palazzo comunale, già palazzo Malaspina, e qui, apprezzando le capacità e la passione di Dario, Aurora e Mario Mengoli vollero generosamente lasciare in deposito il prezioso archivio domestico della famiglia Malaspina, ora digitalizzato e consultabile dagli studiosi.
Francesca Guastalli ha ricordato come dal 1984 si sia avviata una intensa collaborazione con il Museo Navale di Madrid, che inviò in copia tutto il materiale relativo alle spedizioni di Alessandro ed i cui studiosi hanno fatto pervenire per questa giornata di ricordo, messaggi di viva partecipazione, rammentando 33 anni di amicizia e scambi culturali con Dario ed il centro mulazzese. Francesca Guastalli ha preannunciato la sottoscrizione di una convenzione con l’ Istituto Lunigianese per la Valorizzazione dei Castelli per l’apertura al pubblico, nei fine settimana, delle sale espositive, ricche di documenti non solo sulle imprese di Alessandro, ma anche sulla famiglia Malaspina.
La ricchezza dei fondi archivistici e librari conservati a Mulazzo sono stati illustrati da Monica Armanetti, che ha sottolineato come le carte malaspiniane di Mulazzo siano l’unica memoria archivistica rimasta in Lunigiana e del cui primo riordino si occupò proprio Alessandro. Ricco il fondo librario: testi unici in lingua spagnola, il fondo donato dal senatore Taviani, le donazioni di Mercedes Palau, il fondo Bertelè, acquistato da Manfredi nel 2013 con rari testi malaspiniani. Tra le tante attività di Dario, che aveva un fiuto e un’intelligenza acuti nella scoperta di materiali inediti, ci fu l’impresa editoriale della pubblicazione dei bellissimi disegni dei castelli lunigianesi realizzati da Eugenio Branchi.
All’incontro mulazzese hanno presenziato, tra gli altri, il marchese Obizzo Malaspina di Bobbio, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara Alberto Pincione, i presidenti della Manfredo Giuliani, Germano Cavalli e del Centro Aullese, Giuliano Adorni, dell’Istituto di Studi Liguri sezione lunense, Eliana Vecchi e di Lucia ed Ezio Della Mea dell’associazione Apua Mater.



