Superiori in Lunigiana: tra alti e bassi si lavora alla formazione delle nuove classi

In crescita da Vinci e Pacinotti, bene il Vescovile, cala il Belmesseri

L'ingresso alcuni

Archiviate le iscrizioni, inizia ora, nelle Superiori, la fase della richiesta delle classi prime. Nello stesso tempo, a volte, si devono anche smentire le voci che parlano di classi fatte e disfatte o quelle che danno per imminente il trasferimneto di alunni da una scuola all’altra. Purtroppo. da qualche anno, si devono anche fare i conti con una costante che caratterizza in negativo il mondo scolastico lunigianese: le iscrizioni di alunni presso altre scuole. Anche quest’anno si parla di circa 75 studenti iscritti presso scuole al di fuori della Lunigiana, soprattutto nello spezzino. Un dato preoccupante e del quale non sempre sono chiare le ragioni. Volendo, comunque, delineare un quadro, sia pure non definitivo, delle iscrizioni alle classi prime, stando alle indiscrezioni, proviamo a prendere in esame la situazione di ciascuna scuola superiore lunigianese.

La sede del Liceo Classico Vescovile "Mons.Marco Mori"
La sede del Liceo Classico Vescovile “Mons.Marco Mori”

Il Vescovile “Mons. M. Mori” di Pontremoli formerà la classe quarta ginnasio, continuando la tradizione del liceo classico presente da tanti anni sul territorio pontremolese. Prosegue il trend positivo del corso enogastronomico del “Pacinotti” di Bagnone che, passato il boom dei primi anni, continua comunque a ottenere consensi, mentre si assiste ad un rilancio del corso odontotecnico, che in passato aveva incontrato qualche difficoltà, come l’Agrario, che, a sua volta, sembra ottenere qualche consenso in più rispetto agli anni precedenti. Verrà formata la classe prima MAT e, si auspica, anche quella dei Servizi sociali di Fivizzano. I Licei del “da Vinci” continuano ad avere il consenso più alto fra le scuole lunigianesi. Per quanto riguarda lo Scientifico di Villafranca si potrebbero formare, nella migliore delle ipotesi, quattro classi prime: due per lo Scientifico, una di scienze applicate e una per l’indirizzo sportivo di recente avvio; oppure tre classi: una per ciascun indirizzo. In un modo o nell’altro verrebbero garantiti, oltre ai due corsi dello scorso anno, anche il terzo a indirizzo sportivo. Al Liceo linguistico e al Liceo delle scienze umane di Pontremoli verranno formate due classi prime ben nutrite, mentre il Classico di Aulla, pur non avendo più i numeri del passato, riuscirà ugualmente a formare una classe quarta ginnasio.

La facciata della sede pontremolese dell'istituto Belmesseri
La facciata della sede pontremolese dell’istituto Belmesseri

Qualche problema affiora al “Belmesseri” di Pontremoli, dove si conta di assicurare agli alunni iscritti due classi prime, una delle quali ad indirizzo turistico, mentre in grande difficoltà si trova il corso Geometri. Bene le iscrizioni al Belmesseri di Villafranca; anche il corso AFM di Fivizzano, pur con numeri non esaltanti, dovrebbe formare la classe prima. Una bella novità del Belmesseri di Pontremoli è il corso serale, unico in Lunigiana, destinato a giovani e adulti ex-ragionieri ed ex-geometri che hanno lasciato la scuola e intendono tornarvi per frequentarla, appunto di sera, in percorsi didattici flessibili e individualizzati, per conseguire il diploma. Inoltre i corsi sono aperti anche a diplomati che volessero aggiornare e/o approfondire le conoscenze acquisite in passato. Verrà prevista anche una classe virtuale con lezioni on-line. Una preziosa opportunità per la Lunigiana che si auspica possa venire apprezzata da coloro che intendono rimettersi in discussione e tornare sui banchi di scuola. Come sempre la scuola, e in particolare quella lunigianese, sollecita riflessioni. Sembra che le sue stagioni passino nell’indifferenza di tutti, quasi a dire: se ci sono bene, se non ci sono ce ne faremo una ragione. Non può essere così. È giunto il momento di pensare seriamente al destino delle nostre scuole e di chiamare tutti a una riflessione approfondita e a un confronto pubblico perché, oltre a ‘terra del tramonto’, la Lunigiana potrebbe anche diventare, per riprendere le parole di Ernesto De Martino, anche ‘terra del rimorso’.

Fabrizio Rosi

Condividi

Scrivi un commento