Polemiche sulla delibera dei contributi per la retta al Vescovile
La sede del Liceo Classico Vescovile "Mons.Marco Mori"
La sede del Liceo Classico Vescovile “Mons.Marco Mori”

Appellandosi all’art. 3, comma 2 della Costituzione – che auspica la rimozione degli “ostacoli di ordine economico sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona” – e al fatto che il Liceo Vescovile “rappresenta l’unica realtà di formazione classica sul territorio comunale e dei comuni confinanti”, la giunta comunale, con delibera del 24 dicembre 2016, pubblicata all’Albo on line il 17 gennaio, ha manifestato la volontà di istituire la concessione del contributo per l’abbattimento della retta annuale di frequenza del Liceo Classico Vescovile “Don Marco Mori” per l’anno 2016/2017, in favore esclusivamente delle famiglie di studenti del Liceo Classico stesso residenti nel Comune di Pontremoli, attraverso un contributo annuo che va da 350 euro per la fascia ISEE da 0 a 15.000 euro fino a 100 euro per la fascia ISEE da 30.000 a 40.000 euro.

Roberta Longinotti, segretaria del Pd pontremolese
Roberta Longinotti, segretaria del Pd pontremolese

Il provvedimento ha ricevuto un’immediata bocciatura nella forma e nella sostanza da parte del segretario del PD pontremolese, Roberta Longinotti, che ha criticato l’urgenza assegnata al provvedimento. Dopo aver ricordato che “da anni la Segreteria PD di Pontremoli auspica analisi attente” sulla scuola, Longinotti “denuncia di nuovo come equilibri, questa volta pontremolesi, lontani da una visione globale dei bisogni della scuola lunigianese… siano la scelta di questa amministrazione”; denuncia “la gravità del principio di questa decisione” che non contribuisce a “un progetto concreto di promozione scolastica”; infine, si dichiara “costretta ad evidenziare come la delibera in oggetto vada incontro solo ai desiderata di alcune classi sociali”. La logica conclusione di questo vero e proprio attacco politico è la richiesta “dell’immediato ritiro e la riformulazione della suddetta delibera”. Prevedendo risposte altrettanto forti, “la segreteria del PD Pontremoli rigetta in anticipo le facili strumentalizzazioni ideologiche e/o confessionali che, prevedibilmente, accompagneranno le giustificazioni di questa amministrazione”. Una dissociazione, per certi aspetti clamorosa, è giunta a tamburo battente dai consiglieri del gruppo Open Pontremoli, Mazzoni, Sordi e Petriccioli, che, in modo altrettanto netto, precisano che “sul Liceo Classico Vescovile, Longinotti parla per sé, ma non rappresenta certo la maggioranza del PD di Pontremoli”. Netta pure la difesa del Vescovile: “una delle nostre eccellenze… È giusto incoraggiarla, sostenerla”. Altrettanto dettagliata la critica all’operato dell’amministrazione che “ha sbagliato nelle forme e nei modi”. Il motivo, secondo i tre consiglieri di minoranza, sta nel fatto che “non ha alcun senso dare un contributo sulla retta direttamente alle famiglie… Bisogna dare un contributo direttamente alla scuola”. Quanto agli interventi in favore delle famiglie, si deve agire “sull’asilo nido, sui trasporti e sui buoni mensa”. Al momento, infatti “una famiglia con un figlio al liceo e 40.000 euro di ISEE ha diritto all’aiuto, una famiglia con tre figli e 7.000 euro di ISEE all’asilo, alle elementari o alle medie non ha diritto a nessun tipo di aiuto da parte del nostro Comune”. Il documento si conclude con l’invito a occuparsi “dell’istruzione di tutti… con un progetto organico, non… per buttare un po’ di fumo negli occhi”.

Perché spaccare su temi di rilevanza civica?
L’argomento è già di per sé spinoso, fonte e occasione di scontri ideologici a più riprese nel corso di questa che ormai nessuno ricorda più se trattarsi della prima, seconda o terza repubblica. Ci riferiamo alla diatriba ‘scuola statale/scuola paritaria’, nello specifico, ai finanziamenti che dovrebbero o non dovrebbero essere destinati alla seconda gamba della scuola pubblica italiana. Più che naturale, quindi, che la delibera di giunta “per abbattimento rette di frequenza Liceo Classico Vescovile ‘Don Marco Mori’” per il corrente anno scolastico potesse essere fonte di polemiche, anche infuocate. In altro spazio della pagina esponiamo i fatti. Qui vogliamo fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Anche la storia dei contributi comunali o, più in generale, pubblici al “Vescovile” è caratterizzata da alti e bassi. Senza andare troppo indietro nel tempo, l’ultimo contributo comunale – 10 milioni di lire – risale al 1990, amministrazione Bertoni. In seguito, a partire dalla prima amministrazione Ferri e poi con amministrazioni quasi tutte di centrodestra, il comune non ha più concesso contributi. Quelli dello Stato, con i ritardi tipici della pubblica amministrazione, sono fermi ai 3mila euro del 2015. Lodevole può essere, quindi, l’intenzione di rendere più libera la scelta delle famiglie sul tipo di scuola alla quale iscrivere i propri figli attraverso l’adozione di provvedimenti che possano abbattere le spese delle rette previste dalle scuole paritarie, perché è incontestabile l’apporto che queste ultime danno al sistema di istruzione nazionale: da qui nasce il loro inserimento nel sistema di scuola pubblica. Quello che si può discutere è il metodo – non nuovo, lo abbiamo già scritto – che l’amministrazione ha scelto per l’adozione di provvedimenti che, di per sé, dovrebbero puntare alla ricerca di consenso, se non di un contributo di idee. Il tema della scuola, a prescindere dall’aspetto economico, e della scuola in Lunigiana e a Pontremoli in particolare è talmente complesso che una riflessione pubblica, anche solo in un Consiglio comunale, non potrebbe che essere utile alla ricerca di soluzioni condivise o almeno discusse. Poi – più che giusto in democrazia – la maggioranza ha tutto il diritto di tirare le somme e decidere in base ai numeri che emergono dalle votazioni sui provvedimenti.