Un anno intero con il Castello del Piagnaro

La tradizionale pubblicazione del Centro Studi Giuridici è dedicata al Castello del Piagnaro di Pontremoli: dalle origini ai restauri, dal nuovo Museo delle Statue Stele fino all’ascensore

Il Castello del Piagnaro
Il Castello del Piagnaro che domina la parte più antica del borgo medievale di Pontremoli

È il Castello del Piagnaro il filo conduttore dell’Almanacco Pontremolese 2016, uscito per iniziativa del Centro Lunigianese di Studi Giuridici a dicembre dello scorso anno: tematica azzeccata, se – come evidenzia il sindaco Lucia Baracchini – si considera che una delle date più significative del 2015 è stato il 27 giugno, quando fu inaugurato il nuovo allestimento del Museo delle Statue Stele che nel Piagnaro ha, dal 1975, la sua sede. Ad aprire l’Almanacco è il giudice Giulio Cesare Cipolletta, (“Il castello ha sempre evocato, nei sogni dei bambini, qualcosa di magico, il luogo di incanti e incantesimi, di spade e fate, di principi azzurri e cavalieri…”), ma subito si entra in un’entusiasmante storia recente, con il commosso ricordo, da parte della figlia Alma, del vero padre fondatore del museo (oggi a lui dedicato), il prof. Augusto Cesare Ambrosi, che con pervicace lungimiranza volle le statue stele della Lunigiana raccolte assieme a Pontremoli. E sono in molti a ricordarne la competenza e l’impegno di quando il museo si stava costituendo e solidificando nel panorama culturale italiano e non. Tema ripreso da Luciano Bertocchi, che ricorda come il 9 novembre 1975, quando, presente il ministro Giovanni Spadolini, il museo fu inaugurato (“segnale importante alla ricerca dell’unità di intenti di un intero territorio”) e dall’attuale direttore Angelo Ghiretti, che ripercorre gli anni della sfida per il rinnovamento, già ipotizzato grazie al prof. Tiziano Mannoni e oggi realizzato dallo studio Canali di Milano. La storia del Piagnaro è opera di Mauro Lombardi, che delinea le caratteristiche strutturali dell’antico maniero, relazionandolo con alcuni dei fatti storici più significativi di cui esso e Pontremoli sono stati teatro. Sempre di Lombardi e di Roberto Bertolini è la definizione delle tappe più significative che hanno portato al restauro del complesso, a partire dagli anni ‘80 del Novecento, quando il FIO approvò i finanziamenti del progetto “Luni e castelli di Lunigiana” per il completamento dei restauri e la valorizzazione del sistema museale.

Museo delle Statue Stele Lunigianesi
La statue stele femminile “Treschietto”

Caterina Rapetti, vicesindaco ed assessore alla cultura in comune a Pontremoli dal 2007, offre le motivazioni per le quali l’amministrazione scelse di concentrare ogni sforzo per incrementare la fruizione del museo e avviarne il progetto di riallestimento. Alle statue stele sono dedicate le rievocazioni di Germano Cavalli (quando i giovani della nascente Associazione Manfredo Giuliani erano a caccia di quei reperti che per caso uscivano fuori dalla terra) e di Giovanni Menchini (che “fa parlare” la stele di Minucciano II, quando una “ruspa rossa” la tolse dal lungo sonno dei secoli); è, poi, Giuseppe Benelli che ricorda quale magico fascino emanino le statue stele di Lunigiana e traccia una sintesi dei loro ritrovamenti e delle domande che ancora restano irrisolte attorno ad esse. Infine Andrea Baldini ritorna al castello ed al rione del Piagnaro, con la mitica figura del lüpomanàio, più volte oggetto di componimenti letterari tradizionali.

Giulio Armanini

Condividi

Scrivi un commento