La costruzione della fontana medicea a Fivizzano nel XVII secolo

In una conferenza di Caterina Rapetti la storia di uno dei simboli del territorio che richiese decenni trascorsi tra la ricerca di finanziamenti e i lavori a singhiozzo

Fontana Medicea Fivizzano
La fontana realizzata nel XVII secolo a Fivizzano, in piazza Medicea per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico

Si è tenuta a Fivizzano, nel Museo di San Giovanni degli Agostiniani, l’attesa conferenza sulla Fontana Medicea della Piazza Maggiore a Fivizzano. L’iniziativa rientra nel programma di collaborazione della prof.ssa Caterina Rapetti con il corso di storia locale dell’Università del Tempo Libero di Fivizzano. Nei precedenti incontri la Rapetti aveva tenuto due interessanti seminari su: “Le Maestà, segni del tempo tra arte e devozione” e “La scultura del Rinascimento nella terra del marmo”. Alla presenza di un pubblico attento, la prof. Rapetti ha portato un importante contributo alla conoscenza della Fontana Medicea. Attraverso la proiezione di documenti, disegni e progetti grafici dell’epoca, alcuni dei quali sconosciuti ed inediti, ha raccontato la genesi e la storia del monumento simbolo della presenza fiorentina a Fivizzano, partendo dal periodo in cui iniziarono i lavori per la costruzione della fonte pubblica (prima metà del secolo XVII). Fu infatti nel 1648 che la Comunità Fivizzanese riconosceva a Terenzio Fantoni, che ricoprì alte cariche giuridiche, politiche e militari nel Governo del Granducato di Toscana, il merito dell’interessamento generoso e fattivo alla costruzione del monumento, attraverso i fondi che furono ricavati, per sollecitudine del Fantoni stesso presso il Granduca, “dalle entrate dell’appalto degli stracci”. Nei sette anni di governo di Alfonso Maria Bracciolini, furono portati a termine i lavori di edificazione della fontana e della condotta idrica, ma fu nei quattro lustri di permanenza a Fivizzano del Governatore Lelio Buzzi che fu terminato il primo ramo dell’acquedotto, che dalle vicinanze del Castello della Verrucola conduceva l’acqua fino al pozzo di decantazione, presso il Convento di San Francesco. Non fu quindi sicuramente un’impresa facile portare a termine l’opera, come conferma l’epigrafe latina della lapide, posta nel lato nord-est della fontana che recita: “SOTTO L’ATTENTO GOVERNO DELL’ILLUSTRISSIMO ALFONSO MARIA BRACCIOLINI, NOBILE PISTOIESE GOVERNATORE GENERALE DELLA GIUSTIZIA NELLA PROVINCIA DI LUNIGIANA… A NESSUNO SECONDO NELLA BENEVOLENZA PER IL POPOLO. NELLE COSE DIFFICILI IRREMOVIBILE. PORTÒ A TERMINE LA QUASI DISPERATA COSTRUZIONE DI QUESTA FONTE, TROVÒ L’ACQUA, ADORNÒ LA CITTÀ MURATA, ESTINSE LA SETE DEI CITTADINI…”. Il carrarese Jacopo Toschini scolpì la vasca in arenaria, i delfini e le conchiglie in marmo che la ornano, lo scoglio e la scalinata. I grossi blocchi di pietra estratti dalla cava di Sassìna furono portati in loco mediante lizzatura e furono lavorati in piazza, mentre una cancellata in ferro battuto fu posizionata ai piedi della gradinata in modo da impedire agli animali di avvicinarsi, lasciando, invece, libero accesso alle persone attraverso piccole aperture. Dalla cava di Sassìna furono portati anche i dodici pezzi di pietra che servirono per realizzare il grottesco, disegnato da Stefano Lemmi, da porre dentro la fonte. Iniziata durante il governo del Granduca Ferdinando II ed ultimata sotto suo figlio Cosimo III, la fontana poté entrare finalmente in funzione nel 1682. La monumentale opera fivizzanese nel corso dei secoli ha progressivamente assunto un’importanza e un valore che vanno al di là della forma architettonica e della qualità artistica. La Fontana Medicea è diventata ormai un’icona, e rappresenta nell’immaginario collettivo il ritratto della Città di Fivizzano. In Lunigiana forse solo un altro monumento – il “Campanone” a Pontremoli – ha il prestigio di rappresentare una comunità intera. L’esperienza della conferenza tenuta dalla prof.ssa Caterina Rapetti, cittadina pontremolese, con la sua bella lezione sulla Fontana Medicea di Fivizzano, illustrata con grande professionalità unita a sentimenti affettuosi per la storia fivizzanese, ha insegnato anche che è possibile aiutare il processo di avvicinamento dei confini geografici e culturali in Lunigiana.

Fontana medicea Fivizzano
Veduta dall’alto della fontana medicea di Fivizzano

Francesco Leonardi