Record? Primati? No, aggiornamenti

Sera del 20 luglio 2026: anche la decade centrale di questo mese infuocato è alle spalle. Altri dieci giorni andati, forza e coraggio, mentre il cedimento di temperatura e umidità sta avvenendo con calma olimpica anziché con la desiderata sollecitudine.
Quando leggerete queste note dovrebbe andare meglio, ma è consigliato non contare troppo su una svolta drastica dell’estate verso condizioni più umane: la delusione potrebbe essere – è il caso di dirlo – cocente.
Tornando alle ultime notizie, ecco che pure luglio, ad imitazione di maggio e di giugno, ha voluto suonare note alte coi termometri. Maggio e giugno lo hanno fatto nella terza decade, il mese in corso si è avvantaggiato con una prima decade già ardente, cui è seguita la seconda ancor più canicolare, che ha battuto ogni precedente.
Tuttavia, con la vita breve che dimostrano di avere negli ultimi decenni i primati di caldo, continuamente rivisti e superati, viene più spontaneo parlare di aggiornamenti piuttosto che di record, consapevoli del fatto che il prossimo anno potrebbero già retrocedere al secondo o terzo posto. I record di freddo, al contrario, sono più datati e non hanno problemi a mantenere le loro posizioni.
Focalizzando l’attenzione sull’ultima settimana, si nota che lo stato del cielo ha issato la S di prevalente sereno soltanto martedì 14. Dal 15, si è sempre registrata una parziale nuvolosità, per lo più ad evoluzione diurna, ma che ha indugiato talvolta anche da tarda sera alla notte fino al primo mattino.
Foschia e cielo non proprio azzurro a causa dell’aria più umida hanno segnato il periodo in esame, così come l’attiva ventilazione diurna, dovuta alle correnti sinottiche in fase con il regime di brezza. L’escursione termica, con la temperatura di rugiada più elevata, è stata meno ampia, perciò le notti si sono fatte meno fresche.
L’evento clou della settimana, senza dubbio, si è manifestato la sera di mercoledì 15, quando un breve e violento temporale si è abbattuto su Pontremoli proveniente dai monti a W e NW del capoluogo. Alle 20:30, dopo un primo tentativo già intorno alle 18 (oscurità, tuoni lontani, rinforzo del vento), l’eco del radar si è ‘acceso’ sfiorando il fondoscala a monte e sopra la città; lo sfogo della meteora su di essa è stato preceduto e accompagnato da intensissime raffiche discendenti dagli oscuri cumulonembi, le tipiche nubi temporalesche, che l’hanno sferzata riversando pioggia e qualche chicco di grandine.
Il quartiere di Verdeno è parso quello più ‘sinistrato’ dagli effetti delle scomposte folate, susseguitesi tra le 20:35 e le 20:45 circa, fra le quali una di 81 km/h registrata dall’anemometro posto sulla torretta del Seminario e una di 96 km/h segnalata dallo strumento della Regione Toscana in funzione sulla collina della Costa. Sotto la furia degli elementi, grossi rami di cedro del Libano si sono schiantanti al suolo in Piazza Italia danneggiando una panchina.
Passata la buriana, si è potuto procedere alla misura della pioggia caduta, che pur essendo durata sì e no una dozzina di minuti, non è stata poca a motivo dei picchi di intensità istantanei raggiunti, fino ad oltre 400 mm/h. In Verdeno, il pluviometro ha raccolto 17,8 mm, mentre altrove, da Groppomontone a Mignegno e da Via Pineta alla Costa, dai 10 ai 21 mm: la diversità degli accumuli, in questi casi, si deve sia alla natura temporalesca delle precipitazioni, a macchia di leopardo, sia alla distanza dal suolo del collettore, laddove il pluviometro sito in alto e più esposto all’azione del vento raccoglie sempre meno acqua.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni