Attorno alla Santa Croce con rinnovata speranza

La solenne celebrazione di domenica 3 maggio a Bagnone presieduta da mons. Filippini

La processione di Santa Croce di domenica scorsa, 3 maggio, a Bagnone

Nel 1856, a seguito di un’epidemia di colera, la comunità di Bagnone emise un Voto Perpetuo scegliendo il 3 maggio, festa della Santa Croce, considerata anche la presenza di una croce in argento contenente reliquie provenienti dai “loca sancta”. Pure, quest’anno, l’Unità Pastorale “Valle del Bagnone” ha celebrato, in modo solenne, la ricorrenza riunendosi nella prepositurale di San Nicolò.
Una festa preparata, con rinnovata speranza nei valori cristiani, comprendente recita del Santo Rosario, Sante Messe e predicazione da parte di diversi sacerdoti che si sono soffermati sul prestigio della Croce di Cristo: albero della vita, trono, altare della Nuova Alleanza. Sacramento di salvezza per tutta l’umanità.
Accogliere la Croce, è stato ribadito, è accettare le nostre croci terrene. Vorremmo una vita lineare, senza intoppi, né dolori ed invece, quotidianamente, affiorano salite e sconfitte. La nostra fede ci ricorda che Gesù è il cireneo che cammina con noi, con costante amore e misericordia. Nella mattinata del 3 maggio, S. Messa e adorazione della Croce.

La reliquia portata in processione per le vie del centro storico di Bagnone

Alle 18, con un’ora di ritardo, causa intenso traffico stradale, mons. Roberto Filippini, vescovo emerito di Pescia, ha presieduto l’Eucarestia. Ad affiancarlo il parroco don Andrea, don Angelo, don Giovanni Poggiali, don Giovanni Barbieri e diaconi.
“Avvicinandosi la Passione – ha detto il presule nell’omelia – Gesù rassicura i suoi discepoli invitandoli ad aver fiducia, a non temere. Certo non era serata allegra, Giuda già era uscito per tradire il Maestro. Gesù afferma ‘Io sono la Via, la Verità e la Vita’. Parole chiare. È Lui la Via che ci permette di entrare in intimità col Padre rispondendo al discepolo Filippo, ma anche a noi, introducendoci nel cuore della fede cristologica. Dio si può vedere, ha manifestato il Suo volto nel Bimbo di Betlem ed è visibile in Cristo. Solo nel Risorto trova pienezza la mediazione fra Dio e l’uomo. È Gesù l’unico mediatore della Nuova ed Eterna Alleanza, tanto da poter chiamare Dio col nome di ‘Abbà, Padre!’. La Chiesa deve mostrare e vivere la comunione fraterna, l’ascolto, la condivisione, la vicinanza a chi soffre ed è emarginato dal mondo della produttività e dell’efficienza”.

L’omelia di mons. Roberto Filippini, vescovo emerito di Pescia

Il sindaco Giovanni Guastalli, affiancato dalla Giunta al completo con il Gonfalone del Comune, ha offerto la cera votiva nel solco degli avi. Presenti, con i labari, i presidenti delle Associazioni di volontariato, gli Alpini, la Protezione Civile, gli stendardi delle parrocchie, autorità militari, Carabinieri in Alta Uniforme. Il coro parrocchiale ha dato lodevole contributo, come la Filarmonica “Santa Cecilia”, durante la lunga processione che ha attraversato Bagnone fino all’arco di ingresso.
In piazza Roma benedizione per l’intera Vallata, attraversata dal suono delle campane festose. Al rientro ancora riflessioni personali e comunitarie. “Dobbiamo raccogliere – ha concluso mons. Filippini – la fede dei padri e calarla nel quotidiano. Qui i vostri antenati si sono riuniti, hanno lodato il Signore, la Madonna e la Santa Croce. Sull’altare dove riponiamo la preziosa Reliquia hanno voluto scrivere ‘Arbor Decora et Fulgida’. È la Croce splendente il segno della vittoria della vita sulla morte”.
Al termine, in piazza Marconi, l’Amministrazione Comunale ha offerto una gradita apericena. Possiamo dire… meritata!

Ivana Fornesi