Colpiti dalla crisi Covid-19: il sostegno della Migrantes diocesana
“Il lockdown ha inciso notevolmente sul popolo dello spettacolo viaggiante e popolare, definito da Papa Bergoglio come la forma più antica di intrattenimento, il cui merito è quello di diffondere la cultura dell’incontro e la socialità nel divertimento”. Con queste parole Ivonne Tonarelli, direttrice dell’ufficio Migrantes della diocesi, si è fatta ancora una volta portavoce dello stato di disagio in cui versano circensi e lunaparkisti. È un vero e proprio allarme.
La diffusione del Covid-19 non si arresta e continua a gravare sulla salute dei cittadini e la tenuta economica del Paese. Sono tante, infatti, le realtà sociali che continuano a risentire dei disagi causati dalla situazione emergenziale provocata dalla ripresa dei contagi: basti pensare alle circa 5.000 imprese e famiglie degli esercenti di spettacoli viaggianti itineranti, che concluderanno il 2020 con una media di 50 giornate di attività, decisamente inferiore rispetto a quella degli anni precedenti.
La direttrice, facendo proprie le preoccupazioni delle varie associazioni afferma che “le istituzioni locali stanno annullando diverse centinaia di tradizionali luna park autunnali nonostante il rispetto delle specifiche linee guida emanate dal Governo. Di conseguenza, la categoria è in ginocchio e non sa con quali risorse affrontare e dove trascorrere i mesi invernali. Le abitazioni mobili degli esercenti sono private del permesso di sostare sul territorio e ciò si ripercuote anche sulla scolarizzazione dei bambini, perché non viene più rispettato il calendario degli spostamenti al seguito delle manifestazioni”.
Per fronteggiare la situazione, gli esercenti dello spettacolo viaggiante hanno deciso di manifestare pubblicamente il loro disappunto.
“Grazie alla mobilitazione delle associazioni di categoria – dice Ivonne Tonarelli – le richieste del ‘popolo degli itineranti’ sono giunte sul tavolo dei rappresentanti dei governi regionali. Essi chiedono un sostegno economico e la riapertura delle loro attività, nel rispetto delle norme anti-Covid”. L’attuale aumento dei contagi, però, sta mettendo di nuovo a dura prova la vita di circensi e lunaparkisti: “La situazione, ormai, è insostenibile. Numerose famiglie itineranti hanno un reddito pari a zero e non sanno come fare per tirare avanti”. Per questa ragione, è stata indetta, per giovedì 22 ottobre a Roma, in Piazza del Popolo, una manifestazione pacifica autorizzata, durante la quale gli esercenti del settore chiederanno che venga tutelato il loro diritto al lavoro su tutto il territorio nazionale, confermata la validità delle ordinanze di apertura emesse dalla conferenza Stato-Regioni e successivamente dai governatori di Regione , tutelato il loro diritto di sosta abitativo, nonché aiuti economici reali a fondo perduto a sostegno della categoria”.
L’obiettivo – si legge in un comunicato – è quello di ricordare ai governanti che i giostrai non sono una categoria inesistente, ma una categoria che ha diritto di lavorare come tutte le altre! In piazza scenderà anche la Fondazione Migrantes, che ha sempre garantito il proprio sostegno: “In qualità di direttrice dell’ufficio Migrantes diocesano, in concerto con quello regionale, ho deciso di prendere parte alla manifestazione, affinché il governo e le amministrazioni locali intervengano a favore di una categoria dimenticata, la quale ha dimostrato più volte di saper lavorare in totale sicurezza. In alcune città, ad esempio, per garantire il dovuto distanziamento, le giostre autunnali sono state collocate su ampi spazi all’aperto. Auspichiamo, pertanto, che le prossime direttive anti-Covid non danneggino ulteriormente questi lavoratori”.
Oltre al diritto al lavoro, circensi e lunaparkisti rivendicano anche il diritto allo studio dei propri figli. A fare le spese della drammatica situazione pandemica è stata, infatti, anche la scolarizzazione: i bambini hanno difficoltà ad essere inseriti nelle classi della scuola primaria e secondaria inferiore perché, nelle scuole delle città in cui sostano, le classi sono già state formate e non sono ammesse ulteriori iscrizioni.
Nonostante ciò – ha concluso Tonarelli – grazie ai collaboratori della Migrantes regionale e diocesana continuiamo a far rete, affinché il diritto all’istruzione venga garantito e i ‘nostri ragazzi’ continuino a conseguire gli ottimi risultati degli anni scorsi, che tanto ci hanno inorgoglito ed gratificato”. (E.G.)



