Era canonico della Cattedrale di Massa

Confortato dai sacramenti della fede, si è addormentato in Cristo don Carlo Silvani, canonico della Cattedrale di Massa, sacerdote in quiescenza. Nato a Massa nel 1937, aveva compiuto il cursus studiorum nel Seminario di Massa e nel 1962, all’età di 25 anni, fu ordinato presbitero per l’imposizione delle mani del Vescovo Carlo Boiardi. Da quel momento la sua vita è stata «afferrata», come dice San Paolo, dalla missione evangelizzatrice che ha svolto ininterrottamente ricoprendo i vari incarichi pastorali che si sono susseguiti nel corso degli anni, soprattutto come parroco.
Il suo primo impegno apostolico è stata la cura pastorale della comunità di Sant’Eustachio, nel comune di Montignoso, dove è rimasto diversi anni. In seguito viene trasferito alla chiesa del Carmine e alla Rocca di Massa. Qui si è adoperato, tra l’altro, per allestire, con un gruppo di volontari, il celebre presepe meccanico. Dalla Rocca è passato poi alla guida delle parrocchie di San Carlo e Pariana.
Nel 1997, avendo dovuto lasciare l’incarico per motivi di salute, ha iniziato a collaborare con la Cattedrale di Massa spendendosi, con generosità, nell’accoglienza dei fedeli, nel sacramento della confessione e celebrando la messa del mattino. Mons. Binini ha voluto elevarlo al canonicato, affidandogli la sede rimasta vacante dopo la morte del compianto don Evasio Celoria.
Persona riservata e mite, don Carlo ha trascorso gli ultimi anni di vita a contatto con i seminaristi, nella Casa del Clero, che ha sede nel Seminario Vescovile. Era facile incontrarlo, soprattutto nella bella stagione, lungo i corridoi del chiostro. Non mancava mai di salutare con un sorriso e un cenno del capo.
A fine dicembre, a causa di alcune complicazioni respiratorie, era stato ricoverato all’ospedale di Massa, dove la morte è sopraggiunta all’alba di mercoledì 9 gennaio. La salma è stata trasportata nella Cappella del Seminario e qui è rimasta esposta fino a venerdì, giorno del funerale. Numerosi sono stati i fedeli che gli hanno reso omaggio, pregando e ricordando il tanto bene che nel corso della vita ha diffuso attorno a sé.
Le esequie sono state presiedute dal vescovo Giovanni Santucci: con lui hanno concelebrato numerosi parroci, il capitolo della Cattedrale e il vescovo emerito Eugenio Binini. Nell’omelia, il Vescovo, prendendo spunto dalla liturgia del giorno, ha richiamato, tra l’altro, il significato autentico della morte cristiana: «non è la fine di una storia – ha detto – ma il passaggio all’eternità».
Al termine della celebrazione, prima del congedo finale, don Ezio Gigli, a nome dei canonici, ha voluto ricordare la figura di don Carlo, con un ritratto personale e per ringraziarlo. Ai parenti tutti giungano le più sentite condoglianze da parte della redazione del Corriere Apuano e di Vita Apuana.
(R.B.)



