Papa Francesco: “Ogni sforzo per un domani migliore verrà ricompensato”

Dignità, perdono, rispetto del Creato i temi al centro del viaggio apostolico in Cile e Perù

04papa_popoli_amazzonia(puertomaldonadoperù)Sull’aereo, durante il volo che lo portava in Cile, Papa Francesco ha consegnato ai molti giornalisti e membri dell’equipaggio dell’aereo una drammatica fotografia: un bambino di Nagasaki, che rappresenta tutti i bambini del mondo, porta sulle spalle il corpo del fratellino al quale cerca di dare dignità almeno dopo la morte.
Il tema della dignità è stato poi al centro del messaggio portato dal pontefice al “Centro penitenziario femminile” di Santiago del Cile. Dignità che, per essere piena, propone un percorso che inizia col riconoscere che “tutti siamo peccatori, abbiamo tutti dei peccati. Gesù ci invita ad abbandonare la logica semplicistica di dividere la realtà in buoni e cattivi, per entrare in quell’altra dinamica capace di assumere la fragilità, i limiti e anche il peccato, per aiutarci ad andare avanti.”
Prendendo spunto dalle parole di benvenuto porte da alcune madri con i loro figli, Papa Francesco ha invitato tutti ad un nuovo modo di intendere la maternità. “Avete saputo ‘portare’ nel vostro seno una vita e l’avete data alla luce. Oggi siete di fronte a una sfida molto simile: si tratta ancora di generare vita. Oggi a voi è chiesto di dare alla luce il futuro. Di farlo crescere, di aiutarlo a svilupparsi. Non solo per voi, ma per i vostri figli e per tutta la società.” Nel carcere spesso si rischia la “cosificazione”.
04Papa_LasPalmasSi diviene soltanto un numero, una cosa. In questo modo la speranza e la capacità di sognare se ne vanno e la mancanza di libertà rischia di corrodere la dignità. “Nessuno può essere privato della dignità. Voi siete private della libertà. Da qui consegue che bisogna lottare contro ogni tipo di cliché, di etichetta che dica che non si può cambiare, o che non ne vale la pena, o che il risultato è sempre lo stesso. Ogni sforzo fatto lottando per un domani migliore – anche se tante volte potrebbe sembrare che cada nel vuoto – darà sempre frutto e vi verrà ricompensato”.
Il pontefice ha anche indicato un nuovo modo per intendere la parola ‘figli’: “Essi sono forza, sono speranza, sono stimolo. Sono il ricordo vivo che la vita si costruisce guardando avanti e non indietro. Oggi siete private della libertà, ma ciò non vuol dire che questa situazione sia definitiva. Niente affatto. Sempre guardare l’orizzonte, in avanti, verso il reinserimento nella vita ordinaria della società. Una pena senza futuro, una condanna senza futuro non è una condanna umana: è una tortura. Ogni pena che una persona si trova a scontare per pagare un debito con la società, deve avere un orizzonte, l’orizzonte di reinserirmi di nuovo e quindi di prepararmi al reinserimento. Questo esigetelo, da voi stesse e dalla società.”
04Papa_Iquique(cile)In occasione dell’incontro avuto con i vescovi cileni il Papa Francesco ha indicato una dignità molto più ampia: la dignità dei laici. “La mancanza di consapevolezza del fatto che la missione è di tutta la Chiesa e non del prete o del vescovo limita l’orizzonte e, quello che è peggio, limita tutte le iniziative che lo Spirito può suscitare in mezzo a noi. Diciamolo chiaramente, i laici non sono i nostri servi, né i nostri impiegati. Non devono ripetere come ‘pappagalli’ quello che diciamo. ‘Il clericalismo lungi dal dare impulso ai diversi contributi e proposte, va spegnendo a poco a poco il fuoco profetico di cui l’intera Chiesa è chiamata a rendere testimonianza nel cuore dei suoi popoli. Il clericalismo dimentica che la visibilità e la sacramentalità della Chiesa appartengono a tutto il Popolo fedele di Dio (cfr Lumen gentium, 9-14) e non solo a pochi eletti e illuminati’”
Altro tema importante del viaggio del pontefice in Cile e Perù è quello del rispetto del creato già proposto con la Enciclica “Laudato sii”. Subito, nel discorso in risposta al benvenuto in terra cilena, Papa Francesco ha sottolineate le parole dell’inno nazionale cileno: “Puro, o Cile, è il tuo cielo azzurro / e pure brezze ti attraversano / e la tua campagna ricamata di fiori / è la copia felice dell’Eden”: un vero canto di lode per la terra che abitate, colma di promesse e di sfide, ma specialmente carica di futuro.”
Ancora più ricco di significato l’incontro al Coliseo Madre de Dios, Puerto Maldonado, Amazzonia, il 19 gennaio appena giunto in terra peruviana. “Qui insieme a voi mi sgorga dal cuore il canto di San Francesco: Laudato si’, mi’ Signore. Sì, lodato Tu sia per l’opportunità che ci doni con questo incontro… Permettetemi di ripetere ancora una volta: Che Tu sia lodato, Signore, per quest’opera meravigliosa dei popoli amazzonici e per tutta la biodiversità che queste terre racchiudono! Questo canto di lode si spezza quando ascoltiamo e vediamo le profonde ferite che porta con sé l’Amazzonia e i suoi popoli. E ho voluto venire a visitarvi e ascoltarvi, per stare insieme nel cuore della Chiesa, unirci alle vostre sfide e con voi riaffermare un’opzione sincera per la difesa della vita, per la difesa della terra e per la difesa delle culture.”

Pierangelo Sordi