La rovente pagella di giugno

Mancava giusto un giorno per poter fare somme e medie e commentare i dati, ancora a caldo (è proprio il caso di dirlo!), del mese di giugno. Le anticipazioni della settimana scorsa e anche della precedenti sono state confermate: giugno 2026, a livello di temperatura media mensile (22,3°C a Pontremoli, scarto di 3°C netti in più rispetto alla norma 1991-2020!), si è piazzato al terzo posto, occupando il gradino più basso del podio nella serie storica delle misure pontremolesi relative al primo mese del trimestre estivo.
Hanno retto al suo ‘attacco’ il giugno 2003 che, con la sua media di 22,7°C, guida tuttora la classifica dei mesi di giugno più torridi, e il giugno 2025, che ha confermato la piazza d’onore a quota 22,6°C. E noi, poveri illusi, ancora una decina di anni fa convinti che non avremmo mai più rivisto per chissà quanto tempo avvii d’estate così canicolari!
La crisi climatica, purtroppo, pare aggravarsi di stagione in stagione, con gradini termici che si assestano sugli scenari più pessimistici. Nell’ambito del mese appena trascorso, poi, è da rilevare che la sua parte finale, la terza decade, è risultata qui la seconda più calda mai registrata dopo la prima decade di agosto 2003: si sta parlando, quindi, di qualsiasi decade di tutti i mesi estivi, non solo dei mesi di giugno!
In alcune città e località, dove la calura è giunta a livelli d’eccezione, i dieci giorni 21-30 giugno 2026 hanno superato persino la temperatura media del citato 1-10 agosto 2003.
A fronte di queste prodezze sui valori medi, non si sono registrate punte estreme da primato nei singoli giorni: i valori record delle temperature minime e massime assolute sono rimasti, pertanto, appannaggio di alcuni giorni del giugno 2019 e del giugno 2025. Le precipitazioni offrono, d’altro canto, un quadro più differenziato, cosa che capita spesso nei mesi estivi, specie se piogge e rovesci sono legati a instabilità locale piuttosto che al transito di sistemi frontali organizzati.
L’alta Lunigiana è rimasta più ai margini sia dei fenomeni occorsi all’inizio del mese, più concentrati in area costiera e sublitoranea, sia delle manifestazioni temporalesche, in genere modeste, verificatesi a giugno inoltrato e nel suo finale.
I totali, infatti, variano da 20-30 mm nel nord del bacino del fiume Magra (30,8 mm a Pontremoli-Verdeno) a 80-90 mm nelle stazioni più beneficiate dai rovesci, poste fra le Apuane e le città capoluogo (78,4 mm a Massa); Gragnola 46,2 mm e Villafranca-Ghiaione 75,6 mm. Rispetto alla norma, Massa ha ricevuto qualche mm in più (da rapportare, certo, ad una temperatura media assai più elevata del normale), mentre Gragnola poco oltre la metà, Pontremoli solo circa un terzo e Villafranca ha chiuso con una decina di mm in meno.
La frequenza non è stata neppure così scarsa perché gli episodi giornalieri variano da 7-8 a 10 a seconda delle località, ma con apporti significativi solo in pochi casi. Durante il mese, variabilità e stabilità si sono alternate, con una maggiore affidabilità atmosferica nella decade centrale.
Il solo giorno 2 è risultato in prevalenza coperto nel generale succedersi di cielo misto e di cielo sereno o poco nuvoloso: l’indice di nuvolosità, perciò, è risultato contenuto, anche se non ai livelli del giugno 2019, particolarmente scarso di nubi e tuttora il più soleggiato che si ricordi.
Quanto all’avvio di luglio, per ora si può dire che ha recato un minimo ricambio d’aria, già esauritosi, e che nessuno si sarebbe sognato, un po’ di anni fa, di definirla una rinfrescata!

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni